Il Papa in visita al Gemelli, invita la scienza ad esercitare l’amore

Questa mattina  il Papa Benedetto XVI ha fatto  visita all’Università’ Cattolica del Sacro Cuore, presso la sede di Roma, in occasione del 50° anniversario dell’istituzione della Facolta’ di Medicina e Chirurgia ”A. Gemelli”.

Il pontefice è arrivato verso le 10,45  all’eliporto del Policlinico “A. Gemelli”, dove è stato accolto dal cardinale vicario Agostino Vallini, dai ministri Lorenzo Ornaghi, Renato Balduzzi e Piero Giarda, seguiti dalla presidente della Regione Lazio Renata Polverini, dal sindaco di Roma Gianni Alemanno, dal presidente della provincia Nicola Zingaretti, insieme ad autorità ecclesiali ed accademiche.

  Subito dopo si è avuto l’incontro sul piazzale antistante l’Auditorium della Facoltà – Largo F. Vito, 1 – dove è stato accolto dal  cardinale di Milano Angelo Scola, presidente dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, nonché il prorettore vicario dell’Universita’ Cattolica  Franco Anelli.

Il Cardinale Scola nel suo discorso di saluto al pontefice, ha ricordato che questo incontro si svolge solo qualche giorno dopo la beatificazione di Giuseppe Toniolo, che lo stesso Agostino Gemelli definì “l’uomo che più di ogni altro promosse la fondazione dell’ateneo”.

Papa Benedetto XVI, che per la quinta volta dall’inizio del suo pontificato visita l’Università Cattolica e il Policlinico Gemelli, ha tenuto il suo discorso, nel quale invitava ad un’attenta a riflessione sul ruolo e sul senso attuale della scienza, affermando: “Il Cristianesimo non relega la fede nell’ambito dell’irrazionale, perchè è proprio percorrendo il sentiero della fede che l’uomo è messo in grado di scorgere nelle stesse realtà di sofferenza e di morte, che attraversano la sua esistenza, una possibilità autentica di bene e di vita.

Il papa ha anche affermato: “Il nostro è un tempo in cui le scienze sperimentali hanno trasformato la visione del mondo e la stessa auto comprensione dell’uomo e le molteplici scoperte, le tecnologie innovative che si susseguono a ritmo incalzante, sono ragione di motivato orgoglio, ma spesso non sono prive di inquietanti risvolti. Sullo sfondo, infatti, del diffuso ottimismo del sapere scientifico si protende l’ombra di una crisi del pensiero”

Alle 12 Benedetto XVI faceva rientro in Vaticano, lasciando a tutti un monito tanto vecchio quanto essenziale con le sue parole dalle quali il messaggio principale è racchiuso in questa affermazione:   “Senza amore, anche la scienza perde la sua nobiltà. Solo l’amore garantisce l’umanità della ricerca”.

Sebastiano Di Mauro

3 maggio 2012

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