Monterotondo: tunisine ”kamikaze” insultate e picchiate

Roma. Un altro gesto di violenza e razzismo nei pressi della capitale, a Monterotondo, dove mercoledì scorso due tunisine sono state accerchiate da un gruppo di giovani che – sotto gli occhi di decine di persone che passeggiavano per via Buozzi, nel cuore della cittadina – hanno inveito contro di loro prima insultandole con frasi come “Siete musulmane, vi vestite come kamikaze” oppure “Tornatevene a casa”, per poi degenerare arrivando fino a picchiarle brutalmente.

Le due tunisine, di 35 e 38 anni, residenti a Roma da con le rispettive famiglie, sono state soccorse da un’ambulanza ed accompagnate in ospedale. Una delle due è già stata dimessa con una prognosi di pochi giorni per via di un colpo al collo mentre l’altra si trova ancora in osservazione, le sue condizioni non sono gravi.
Preso dai carabinieri solo uno degli aggressori. Si tratta di un giovane bullo, 27 anni, che ha preso a pugni in faccia proprio la tunisina che ancora si trova in ospedale e che è stato denunciato per lesioni personali, percosse e delitti contro i culti ammessi nella Repubblica.
Non è ancora chiaro il movente della rissa alla quale hanno partecipato molti altri ragazzi (oltre al fermato) e che è finita solo quando è intervenuto il fratello di una delle tunisine.

Il fatto ha scatenato anche un acceso dibattito politico, dopo la dichiarazione di Roberto Buonasorte (La Destra-Storace): “Fa tanto scalpore la notizia della nota aggressione di Monterotondo solo perché sono coinvolti un italiano e due persone di origine tunisine. Se si fosse trattato di due italiani o di due romeni che dopo aver bevuto una birra si fossero dati qualche spintone nessuno ne avrebbe nemmeno parlato”, arriva la secca replica di Paolo Bianchini (Pd) che ha chiesto alla Polverini di prendere le distanze da Buonasorte ed ha poi affermato: “Non si può dire qualsiasi cosa soltanto per un lampo di visibilità. Dichiarare, come fa Buonasorte, che aggredire, peraltro in gruppo, prendere a pugni e insultare due donne sia cosa da nulla è vergognoso e offende tutti”.

Il sindaco di Monterotondo, Mauro Alessandri, ha condannato quanto avvenuto dichiarando che è stata un: “ignobile aggressione. Un episodio vergognoso che indigna profondamente l’intera comunità monterotondese. Il fatto che sia avvenuto in una città come la nostra, da sempre particolarmente capace d’accogliere, integrare e soprattutto rispettare, rende se possibile quanto accaduto ancora più spregevole. A Monterotondo non c’è alcun clima d’intolleranza né un tessuto sociale degradato a fare da incubatore ad episodi di violenza razzista. Al contrario esiste una tradizionale rete di servizi, un livello di controllo e un patrimonio socio-culturale tali da poter ricondurre una nefandezza del genere alle esclusive responsabilità di chi l’ha commessa”.

Enrico Ferdinandi

31 marzo 2012

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