Tbc al Gemelli: 7 persone indagate

Tubercolosi al Gemelli, sono sette gli iscritti sul registro degli indagati. I reati ipotizzati dal procuratore aggiunto Leonardo Frisani e dal pm Alberto Pioletti per Epidemia colposa e lesioni personali colpose. Gli indagati sono sei tra medici e amministratori del Policlinico ed il medico di base che visitò l’infermiera ammalata di Tbc che poi lavorando nel reparto di neonatologia scatenò il contagio.

Il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale, il senatore Ignazio Marino, si è rivolto nuovamente a Renata Polverini dicendo che: “E’ urgente sapere quali sono i protocolli di screening per la prevenzione della Tbc adottati negli ospedali del Lazio.

Servono trasparenza e chiarezza non tanto per una caccia all’untore, ma perché se i protocolli non esistessero, o non venissero applicati, sarebbe molto utile saperlo per correre al più presto ai ripari. Del resto le indagini della Procura stanno portando alla luce una serie di carenze nei sistemi di screening e sorveglianza infettivologica, che invece sono affrontate dal disegno di legge che ho depositato in Senato insieme a tutto il Pd”.

Marino ha poi aggiunto che:”Le modifiche che propongo con il disegno di legge servono per adattare le norme sanitarie alle attuali conoscenze scientifiche”.

Il Codacons in un comunicato stampa ha affermato che è:

“Assolutamente insufficiente la documentazione depositata dalla Regione al Tar del Lazio dopo che il Tribunale, accogliendo il ricorso del Codacons, aveva ordinato all’ente di produrre le carte utili sulla vicenda della Tbc al Gemelli. La Regione si è limitata a depositare un verbale del tavolo di coordinamento del 2 settembre 2011, uno stralcio del Sistema informativo delle malattie infettive (Simi) approvato dalla giunta regionale nel 1993 e due delle 54 pagine di una pubblicazione recante Guidelines for the Investigations of Contacts of Persons with Infectious Tubercolosis del Department of Health and Human Serrvices del 2005. Alcune pagine dei documenti prodotti, inoltre, risultano stranamente mancanti. Non vi è alcuna traccia – sottolinea l’associazione – degli atti relativi all’istituzione del tavolo di coordinamento; dei verbali delle sedute operative; del verbale di sopralluogo nei locali del reparto di neonatologia dell’1 agosto 2011; dei verbali delle sedute del Tavolo e della Commissione durante le quali si è deciso di non estendere il periodo dei controlli, ecc. La parziale e assolutamente carente produzione di atti, rende difficoltosa la difesa delle famiglie dei bambini coinvolti nel caso, e rischia di gettare ombre su una eventuale volontà della Regione di nascondere l’operato dell’amministrazione. Siamo costretti a rivolgerci alla Procura, ritenendo grave sia nei confronti dei cittadini che dello stesso Tar, il comportamento dell’amministrazione regionale”.

 

di Mauro Valenzi

 

21 settembre 2011

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