Nicola Barnaba – Il regista comandante della nave

Nicola Barnaba – Il regista comandante della nave

Nicola Barnaba, regista di Ciao Brother, film nelle sale che vede protagonisti gli inarrestabili Pablo & Pedro, è un artista multitasking. Probabilmente non esiste una mansione che lui non abbia svolto nella creazione di un film: dal direttore di produzione al montatore, aiuto regista e anche attore.

Curiosa di scoprire di più riguardo Nicola Barnaba e il suo film, sono andata al laboratorio cinematografico per eccellenza, la sua sala di montaggio

“<Vuoi montare un film in piano sequenza?> mi domandò Giulio Base, io mi sono chiesto che cosa ci fosse da montare in un piano sequenza, forse i titoli. Invece no, effetti e inserti di contemporaneità inseriti in modo da non perdere mai il senso del piano sequenza. Mentre si lavorava al suo film, durante una chiacchierata, mi disse che aveva una sceneggiatura e avrebbe voluto che fossi io il regista.”

Così Nicola Barnaba sente parlare per la prima volta di Ciao Brother, dal suo amico e collega Giulio Base autore della sceneggiatura.

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  • Quanto tempo c’è voluto per passare dal testo al set?

Beh, devo ammette che Gianluca Curti (produttore, ndr) ha tenuto duro parecchio tra il Ministero, le carte e le burocrazie. E poi la scelta degli attori, un lungo viaggio. Dal momento che eravamo indecisi se girarlo in chiave drammatica o comica – dato che la sceneggiatura lasciava al regista la strada da prendere -, abbiamo perso un po’ di tempo nella scelta degli attori, perché non trovavamo quelli giusti né per il drammatico, né per il comico. Poi improvvisamente Gianluca è stato fulminato da questa idea: Pablo & Pedro. Io devo ammettere che ho avuto un attimo di esitazione: è vero che il film poteva essere visto in chiave comica, però servivano due attori esperti che riuscissero a supportare anche i momenti più drammatici della pellicola. Pablo & Pedro li avevo visti esibirsi solo facendo cabaret. Ho deciso però di incontrarli. Come li ho visti ho capito subito che avevano molti aspetti su cui lavorare. Infatti è stata una bella sfida per tutti, nonostante le gag e le parti comiche, il film è stato girato tenendo il filo del serioso, in modo da risultare realistico.

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  • Normalmente infatti i comici che arrivano al grande schermo interpretano i loro personaggi. A parte la piccola parentesi di Dio e Gabriele, Pablo & Pedro si sono calati in caratteri completamente diversi. In particolare Nico/Pedro è stato quasi completamente serio in tutto il film.

La cosa che a loro è piaciuta dall’inizio, probabilmente, è proprio questa: evitare di andare a riproporre i loro sketch, ma creare una storia che desse vita a due personaggi a cui il pubblico potesse affezionarsi. Si parteggia per loro fino al finale. Ovviamente merito anche della cattiva, la bravissima Benedicta Boccoli, che dà il suo contrappeso nella storia. A un certo punto però un dubbio: il pubblico che non conosce Pablo & Pedro avrà una bella sorpresa, ma quello che conosce la coppia si aspetterà almeno uno spunto dei personaggi che ha amato. E lì ho avuto l’idea di far entrare Dio e Gabriele in un sogno. Comunque devo dire che Pablo & Pedro sono stati una vera sorpresa, ottimi attori anche da un punto di vista drammatico pur mantenendo la loro comicità e il loro stile.

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  • Nei titoli di coda si notano scene tagliate, a quanto avete dovuto rinunciare per il ritmo del film?

In effetti, abbiamo dovuto tagliare molto. Una scena intera di Dio e Gabriele, che appunto abbiamo messo in coda per esempio, e tante altre soprattutto della prima parte. Effettivamente il film inizia quando Angelo (Pablo, ndr) arriva a casa di George (Pedro, ndr), quindi tutto ciò che c’è prima è stato stretto il più possibile. Poi quello che è rimasto fuori ho cercato di inserirlo nei titoli di coda.

  • Tutti fili che durante il film si aprono, vengono chiuse con gag e chicche interessanti.

La sceneggiatura di Giulio era giusta, ma è chiaro che certe cose sono state adattate a Pablo & Pedro. L’idea del finale con il barbone è stata di Fabrizio/Pablo. Ognuno di noi ha messo del suo per chiudere i fili che era giusto chiudere. Tutti i personaggi hanno una loro dignità. E’ giusto tenerli vivi fino alla fine.

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  • Hai scelto tre protagonisti che vengono dal teatro, com’è stato il tuo lavoro con loro?

Ho avuto “incidenti di percorso” come attore, classico meccanismo in cui non si presenta un attore e l’aiuto regista deve sostituirlo all’ultimo momento. Giulio Base una volta volle infilarmi in una scenetta di Don Matteo. In fondo pur essendo una persona da dietro la macchina da presa – non mi trovo a mio agio davanti – ho sempre avuto l’idea che il regista debba essere come il comandante di una nave e quindi debba capire di motore, di radio, di navigazione, insomma di tutto. L’unica esperienza che mi mancava era recitare, quindi ho accettato di mettermi in gioco. Quando si sta davanti la macchina da presa, ci si rende conto dei pesi e contrappesi dell’essere attore. E devo dire che mi è servito. Detto questo, io mi sono trovato davanti a tre attori bravissimi. Ovviamente ho dovuto lavorarci un po’ perché l’impostazione teatrale nel cinema deve essere un po’ smussata, però sono stati bravi e soprattutto, pur non essendo io un nome, si sono affidati alla mia direzione. Da subito ho sentito la sensazione di essere in un team che remava all’unisono. Molto spesso nei film non capita, perché ogni reparto pensa a fare bene solo la sua parte, qui invece il team è stato molto propositivo. Gli attori si sono fidati e quindi il lavoro è stato bello, divertente, sempre carico di energia e con idee che venivano fuori ogni trenta secondi. E’ vero che bisogna tenere le briglie e far vivere i personaggi, però due fulmini come Pablo & Pedro non si possono incatenare.

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  • Come si possono giostrare le improvvisazioni in un piano di lavorazione ben preciso?

Con molta fatica. Ciao Brother non è un film ricco. Ci siamo dovuti contenere sui tempi. Abbiamo ragionato a tavolino su quale scena fosse più importante e spenderci un po’ più di tempo. Però poi ti capita che nella scena più tranquilla nasca una scintilla geniale e allora si deve bilanciare i pesi e capire dove recuperare.

  • C’è stata anche una troupe americana sul set?

Sì, quando siamo andati a Los Angeles non abbiamo potuto viaggiare tutti insieme, non ho potuto portarmi tutta la troupe da Roma, quindi alcune situazioni americane le abbiamo fatte con una troupe ridotta di gente locale.

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  • E com’è avvenuta la scelta di Clayton Norcross?

La difficoltà principale del film è stata quella di unire il mondo italiano, italo-americano e americano in una storia sola, con degli attori che ovviamente se avessero parlato soltanto americano non sarebbero stati credibili. Pedro/Nico e Benedicta si sono calati perfettamente nel ruolo degli italo-americani; Fabrizio/Pablo ha interpretato il solito italiano all’estero; mancava l’americano. In molti film comici ambientati in America, i personaggi parlano in italiano, anche gli americani – doppiati benissimo. Capisco l’esigenza, però siccome si dicono delle frasi che non sono fondamentali alla fine della comprensione, ho creduto che fosse più carino dare un’atmosfera più americana, lasciando alcune frasi in inglese (tipo il giornalista che dà la notizia). A quel punto nasceva il problema del personaggio del texano perché chiaramente le prime proposte che sono arrivate erano camei di vari comici italiani. Io mi sono rifiutato perché pensavo che dovesse esserci qualcuno che fosse americano e che potesse fare bene il texano, perché gli abitanti del Taxas hanno un accento particolare. E’ venuto fuori il nome di Clayton che ha prestato il fianco a questa situazione, con la sua segretaria Emy, bravissima con la questione degli accenti e lo stile texano. Oltretutto in sceneggiatura la scena del texano era molto semplice: l’italiano furbone che con un piatto di spaghetti e una bottiglia di vino prende in giro l’americano. Mi piaceva l’idea che il texano potesse avere un significato nella storia, infatti abbiamo trasformato la scena in una seduta tra businessmen dove l’intervento folle di Pablo aiuta Pedro a chiudere l’affare.

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  • E poi vediamo anche Mietta sia in veste di cantante che di attrice.

Sì, sono molto contento della partecipazione straordinaria di Mietta che oltre a recitare ha composto due canzoni per il film: Another DreamNon sei solo. Per la musica abbiamo lavorato insieme a Emiliano Cecere, visionando le scene del film e cercando il giusto tono per le emozioni che volevo trasmettere. Sempre parlando di musica, la colonna sonora originale del film é stata invece composta da Flavio Premoli, della storica PFM.

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  • Devo ammettere che il cast che hai scelto è davvero spumeggiante.

Si, abbiamo anche Emanuela Aurizi, che nel ruolo di Manila strappa un sacco di risate, poi le bravissime Francesca Della Ragione, Claudia Tosoni e Claudia Errico, e anche le partecipazioni straordinarie di Massimo Ceccherini, Roberto Ciufoli e David Zed. Un bel gruppo di attori con cui lavorare.

  • Definiscimi Ciao Brother in poche parole.

Una favola di amicizia che fa divertire.

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Ciao Brother - 35X50-HDCiao Brother, ancora in sala, è una commedia brillante, che diverte e, come dice Nicola Barnaba, racconta nel senso più puro del termine l’amicizia tra due ragazzi.

Ringrazio Nicola Barnaba per questa intervista, sottolineando che il regista ha promesso a 2duerighe un’altra chiacchierata per poter parlare della sua carriera così colorata e sfaccettata. Siamo davvero curiosi di saperne un po’ di più e di divertirci ancora insieme.

Nel frattempo non perdetevi Ciao Brother.

TRAILER CIAO BROTHER – REGIA NICOLA BARNABA

L’intervista di Nicola Barnaba è nel ciclo CineInterviste di 2duerighe

Le altre CineInterviste realizzate sono a Massimo Gaudioso, regista e sceneggiatore, e Petra Biondina Volpe, regista e sceneggiatrice svizzera. Stay tuned!

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