Petra Biondina Volpe. La sceneggiatrice e regista ci svela i segreti da Heidi al suo nuovo film.

Petra Biondina Volpe. La sceneggiatrice e regista ci svela i segreti da Heidi al suo nuovo film.
Petra B. Volpe

CinInterview è la nuova rubrica di 2duerighe Cinema, dedicata alle interviste internazionali. In una chiacchierata in redazione, io e Valerio Di Lorenzo siamo stati concordi sulla difficoltà di portare sugli schermi un film come Heidi e nello stesso tempo sulla ottima riuscita della messa in scena e sulla delicatezza della sceneggiatura che esplora un doppio binario: un’avventura per bambini da una parte e una lotta disperata di un mondo antico contro la modernità che cerca di distruggere la libertà, l’umiltà e il contatto con la natura. Il primo nome sulla lista per inaugurare questa rubrica quindi è proprio quello della sceneggiatrice di “Heidi”, Petra Biondina Volpe. Non solo una screenplayer ma anche una regista, molto indaffarata tra la Svizzera, la Germania e gli Stati Uniti.

Sinceramente mentre cercavo di contattarla credevo che non avesse tempo per un’intervista, invece appena iniziamo a dialogare capisco che ho davanti una donna simpatica, gentilissima e piena di entusiasmo. Impegnatissima ma pronta a darci le risposte a ogni domanda. Non perdo tempo e quindi inizio subito.

Da chi è partita l’idea di portare sugli schermi “Heidi”?

PETRA: Dalla Zodiac Pictures, una casa di produzione cinematografica svizzera. Abbiamo lavorato insieme per qualche anno. Loro hanno prodotto i miei ultimi due film. Generalmente lavoro per i miei film, però per progetti selezionati lavoro anche come scrittrice. Sono venuti da me con questa idea. Io non ero del tutto convinta: Heidi non è stata in Televisione e al Cinema per troppo tempo? Ma poi ho letto il romanzo di Johanna Spyri e ho sentito che avevo trovato una Heidi e una storia che ancora non erano state raccontate sugli schermi.

Qual è la più grande difficoltà che ha trovato nello scrivere la sceneggiatura di “Heidi”?

PETRA: Rimanere fedele all’originale, è ancora una storia che tocca e interessa i bambini e gli adulti oggi. Un importante cambiamento nella mia versione è che Heidi avrà un futuro, lei non starà solo sulle Alpi con suo nonno per sempre. Lei vuole diventare una narratrice, una scrittrice, un’artista – come Johanna Spyri e me.

“Heidi” è un romanzo ambientato in Svizzera e parla dei posti dove lei è nata. Quanto è stato importante per lei scrivere una sceneggiatura così radicata al suo Paese natìo.

PETRA: “Heidi” non si inquadra su un concetto di Nazionalità, è più un amore universale per il posto a cui si appartiene. Stare con gente che ti accetta per quello che sei. E’ così anche nel romanzo – ma il primo adattamento del libro focalizzava molto sulla Svizzera. Io – mi sento Europea – viaggio molto. Vivo a Berlino e sono sposata con un Americano e vivo anche a New York. Lavoro in Svizzera, mio padre è Italiano e ho un Passaporto Svizzero e Italiano. Dove ci sono persone che amo e che mi amano, lì, è la mia casa.

Quanto c’è della Svizzera moderna in “Heidi”?

PETRA: In realtà niente. Parla più della vecchia Svizzera, all’epoca molto povera. Gli svizzeri a volte dimenticano che una volta sono stati davvero poveri e dovevano emigrare in altri paesi e “vendere” i propri figli.

“Heidi” non è solo un libro che a scuola tutti gli insegnanti consigliano di leggere, ma anche un cartone animato molto popolare. Quando ha iniziato a scrivere la sceneggiatura si è ispirata alle immagini dell’anime oppure ha cercato di non farsi influenzare e fare una sua personale versione tratta dal romanzo?

PETRA: Ovviamente conosco il cartone animato, sono cresciuta insieme all’anime. Ma la mia fonte è stato il romanzo di Johana Spyri, e la sua vita. So che molti italiani hanno sentito la mancanza del cane nel film, ma nel romanzo originale non esiste alcun cane.

Secondo lei, al giorno d’oggi si sono persi i valori della libertà, umiltà e il contatto con la natura che incarna Heidi?

PETRA: Sì. Penso che la natura e il contatto con la natura siano importanti per i bambini. So che i più piccoli in città la amano. Noi come esseri umani siamo parte della natura stessa e si prova una sensazione di grande benessere nel sentirsi connessa con essa.

In “Heidi”, lei voleva mostrare un modo semplice e puro di vivere? Questa semplicità di essere se stessi può essere una cura per una vita che ci è imposta ma che in realtà non vogliamo?

PETRA: La natura è un posto dove Heidi si sente al sicuro. Lei ha perso sua madre e suo padre, la sua infanzia è piena di perdite. La sola cosa sulla quale lei può contare è la natura – le piante, le montagne, gli animali. Loro sono lì, non possono lasciarla. Penso (specialmente al giorno d’oggi)  che tutti noi desideriamo un posto dove sentirci al sicuro. Ne abbiamo bisogno per non perdere la speranza e la voglia di vivere.

Da qualche anno i film di animazione vengono girati facendo l’occhiolino agli adulti. Quando lei ha deciso di scrivere “Heidi” pensava di rivolgerlo solo ai bambini o ha cercato di indirizzarlo anche ai più grandi?

PETRA: Heidi parla ai bambini, ma anche agli adulti che nella storia devono sopportare pene e perdite. Forse i ragazzi non riescono a scorgere tutto quanto ma i grandi sì. E’ davvero un film che parla a tutte le età.

Oltre ad essere sceneggiatrice lei è anche regista. La maggior parte dei suoi cortometraggi e serie Tv che ha diretto è stata scritta da lei. E’ differente l’approccio nello scrivere una sceneggiatura sapendo che chi lo girerà sarà un’altra persona? Come potrebbe sentirsi nel girare qualcosa scritto da un altro?

PETRA: Ho scritto e diretto tre serie Tv per la prima serata. Il mio ultimo film è stato un lungometraggio intitolato “Dreamland” sulla prostituzione in Svizzera. Con “Heidi” era chiaro dall’inizio che non sarei stata io a dirigerlo ed è stata anche una sorta di liberazione. Ho avuto molte offerte per dirigere sceneggiature scritte da altri, ma dirigere per me è qualcosa di profondamente personale. Devo essere veramente convinta di una sceneggiatura per dirigere una storia scritta da qualcun altro e non è ancora accaduto.

Quali sono i suoi progetti imminenti? Che cosa ci aspetteremo a breve da Petra Volpe?

PETRA: In questo momento sono in Svizzera a dirigere il mio prossimo film “The divine order”. Un lungometraggio sui diritti delle donne svizzere al voto che hanno avuto nel 1971! Ho anche scritto la sceneggiatura. C’è anche una fantastica attrice italiana: Marta Zoffoli. Il film sarà nelle sale cinematografiche svizzere nel tardo autunno.

Grazie mille a Petra Biondina Volpe. E’ stato davvero un piacere aver potuto scambiare questa chiacchierata insieme.

Vi ricordo che Heidi nel suo primo week end italiano è arrivato terzo al box office, per sottolineare che le storie scritte bene e che hanno un significato importante per grandi e bambini non moriranno mai.

Alla prossima con CinInterview

L’intervista a Petra Biondina Volpe è stata realizzata da Giulia Carla De Carlo in collaborazione con Valerio Di Lorenzo

Petra B. Volpe
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