Pandora un bagno pieno di umanità variegata

Pandora un bagno pieno di umanità variegata
Pandora Prima assoluta: 2020, 90’ Uno spettacolo di: Teatro dei Gordi Ideazione e regia: Riccardo Pippa Di e con: Claudia Caldarano, Cecilia Campani, Giovanni Longhin, Andrea Panigatti, Sandro Pivotti, Matteo Vitanza Dramaturg: Giulia Tollis Maschere e costumi: Ilaria Ariemme Scene: Anna Maddalena Cingi Disegno luci: Paolo Casati Cura del suono: Luca De Marinis Responsabile tecnico: Alice Colla Produzione: Teatro Franco Parenti, Teatro Stabile di Torino-Teatro Nazionale, Fondazione Campania dei Festival In collaborazione con: Teatro dei Gordi Scene costruite presso il: laboratorio scenotecnico del Teatro Franco Parenti Costumi realizzati presso la: sartoria del Teatro Franco Parenti diretta da Simona Dondoni Nota: Lo spettacolo prevede scene di nudo

La compagnia dei Gordi è tornata al Teatro Franco Parenti di Milano con Pandora, dall’1 al 4 ottobre 2020.

Lo spettacolo è una sorta di vaso, anzi di pitale, se vogliamo restare in tema, da cui fuoriesce un’umanità variegata. Pandora è infatti ambientato in un bagno pubblico, uno spazio senza finestre, con due lavandini sormontati da specchi sulla sinistra, degli orinatoi posti sulla parete di fondo e due gabinetti con porta sulla destra.

Contrariamente ai due lavori precedenti, gli attori non indossano le belle maschere che tanto ci hanno incuriosito e sorpreso, né restano muti. Talvolta infatti, si scambiano corte frasi, alternando lingue straniere. Altre volte emettono un urlo acuto, quasi a lasciare in quel bagno, sconforto e frustrazione prima di ricomporsi come se nulla fosse successo.

Pandora: sapienza del gesto e ritmo scenico

Restano invece invariati, la sapienza del gesto e il perfetto sincronismo scenico. Esso dà ritmo alla narrazione teatrale di queste veloci comparse, che disegnano traiettorie imprecise ma suggestive, di vite.

Come un pezzo di cielo può essere solcato da scie bianche che si intersecano tra loro, senza che gli aerei si incontrino e/o sfiorino, cosi infatti questo spazio viene attraversato da persone talvolta lente, altre frettolose, che raramente arrivano a sfiorarsi o a interagire tra loro.

Pandora

Entra il signore igienista, timoroso di toccare qualsivoglia oggetto, quello incurante di tutto, che si lava appena le mani, la ragazza con un cappotto molto lungo che approfittando del bagno vuoto, si fa il bidè nel lavandino. Entra il tizio distratto, che non risponde nemmeno al suo cellulare, lo sportivo che fa i gargarismi, la turista che prende dal trolley, una giacca pesante, il trampoliere sui trampoli che si appoggia a qualcuno per raccogliere un oggetto caduto.

Qualcuno si guarda allo specchio, giocando a nascondino con le sue paure, o lasciando che vi si specchino le sue psicosi.

Il transessuale si cambia l’abito femminile, si toglie la bionda parrucca ed indossa un sobrio completo maschile, ma, avendo dimenticato le scarpe, esce con i tacchi a spillo.

Il cuoco arriva col suo apprendista e la torta di lui, che finisce, con gesto dispregiativo, nel cesso. Tre ciclisti necessitano di un pit stop fisiologico ed improvvisano a sorpresa, un canto a cappella a chiappe all’aria.

Entra anche la donna disperata, visibilmente malata, che cerca ovunque Ale; crede di averlo trovato nell’asciugamani elettrico con cui inizia infatti a dialogare e ridere, mentre un altro fruitore si allontana cinicamente.

C’è poi la coppia di ballerini di tango, impegnata in una competizione, con il ballerino che ha conati di vomito; il musicante che canta in spagnolo. Arriva anche una coppia di sposi che crea con un utilizzatore di origine slave, uno spassosissimo terzetto.

Più lo spettacolo avanza, più il pavimento del bagno si ricopre di sporcizia, disordine, lasciti di questa umanità sempre più solitaria, ai margini della vita. Le persone non entrano più nel bagno pubblico venendo da fuori, ma escono dalle porte dei gabinetti, quasi che vengano sputati fuori dai cessi, direttamente dalle fogne. Anche la luce cambia, diventa dapprima crepuscolare, poi notturna, pronta ad accogliere le ombre della notte.

Lo spettacolo, ci dice il regista Riccardo Pippa, è nato durante il lockdown, un vero azzardo, aggiunge. Forse davvero risente di tutte le paure che quel periodo di chiusura forzato ha fatto lievitare in noi per prima cosa l’assenza di speranza. La mitologia ci narra infatti che Pandora, disobbedendo a Zeus, aprì il vaso da lui ricevuto in regalo. Fu cosi che per il mondo si dispersero tutti i mali, le malattie e le sofferenze in esso contenuti. La speranza, che si trovava in fondo al vaso, non riuscì però ad uscire poichè Pandora, spaventata, lo richiuse.

Prossimamente al Teatro Franco Parenti

A Pandora seguirà Opera Panica XL – Nuovo Cabaret tragico di Fabio Cherstich da Jodorowsky (6 – 14 ottobre – Sala Grande), l’esperimento on line di Andrea Rizzolini Un filo invisibile (12 – 16 ottobre) sul tema della distanza e della separazione amplificata da social media e tecnologia con gli spettatori collegati su Zoom; Un poyo rojo con le coreografie di Luciano Rosso, Nicolás Poggi e la regia di Hermes Gaido (15 – 18 ottobre – Sala Grande), un’opera che, a partire dal linguaggio del corpo, esplora il mondo contemporaneo, confrontandosi con il movimento e le sue interpretazioni. E poi ancora Fammi un’altra domanda – Una ribellione in 18 chat di Sciami Cromatici (21 – 31 ottobre – Sala Tre) un’indagine critica e poetica sui paradossi dell’immaginario tecnologico e l’esperimento tra teatro e antropologia di Domesticalchimia con La banca dei sogni dei (31 ottobre – 6 novembre Sala AcomeA).

Teatro Franco Parenti, via Pierlombardo 14, Milano

Biglietteria via Pier Lombardo 14, 02 59995206
[email protected]

PANDORA
Uno spettacolo di Teatro dei Gordi
ideazione e regia Riccardo Pippa
di e con Claudia Caldarano, Cecilia Campani, Giovanni Longhin, Andrea Panigatti, Sandro Pivotti, Matteo Vitanza
dramaturg Giulia Tollis
maschere e costumi Ilaria Ariemme
scene Anna Maddalena Cingi
disegno luci Paolo Casati
cura del suono Luca De Marinis
responsabile tecnico Alice Colla
scene costruite presso il laboratorio scenotecnico del Teatro Franco Parenti
costumi realizzati presso la sartoria del Teatro Franco Parenti diretta da Simona Dondoni

produzione Teatro Franco Parenti / Teatro Stabile di Torino / Fondazione Campania dei Festival in collaborazione con Teatro dei Gordi

durata 65 minuti

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