Sulla Morte Senza Esagerare, una morte viva

Sulla Morte Senza Esagerare, una morte viva
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Sono tornati al Teatro Franco Parenti di Milano, il 7/8 dicembre 2019, i ragazzi del Teatro dei Gordi con il loro primo lavoro: Sulla Morte Senza Esagerare, ideato e diretto da Riccardo Pippa.

La nostra società smart, sempregiovane,  veloce, dove la medicina ha sempre più spazio, la grammatica della morte è andata scomparendo e con lei il rito della stessa. Scompaiono le parole, i gesti, le situazioni. Finanche i cadaveri per la verità, visto l’incremento della cremazione.

La morte è cancellata come forma individuale e personale, ma è amplificata da immagini legate alla spettacolarizzazione, alla violenza, all’estremizzazione.

É come se la troppa “morte mediatica” uccidesse la morte, l’allontani da noi.

Per avvicinarsi nuovamete ad essa, i Gordi decidono di parlare “Sulla Morte Senza Esagerare”.

Lo fanno con un format originale, delicato, recuperando la poetica del gesto, bandendo la parola e indossando le maschere di cartapesta costruite da Ilaria Ariemme.

Avvicinano la vita alla morte, che diventa cosi più viva, più umana, capace perfino di muoversi a passi di danza.

La morte siede su una panchina, su una scena vuota e scura. Aspetta la venuta di qualcosa o qualcuno che spesso è preceduta da un segnale acustico trasmesso da un altoparlante. Ma non è una creatura spaventosa, come lo scheletro a cavallo con una falce in mano, affresco visto da piccolissima su un muro del santuario di Subiaco, responsabile dei miei incubi infantili.

É un signore vestito in pantaloni di velluto, camicia e panciotto, dai modi calmi e signorili, anche un po’ annoiato.

Non è predatrice; lascia che alcuni degli umani arrivati al suo cospetto, respirino il suo odore acre, per ricordarsi del profumo fiorito della vita e ritornino ad essa.

Lo spettacolo si svolge per quadri. In ognuno arriva un uomo o una donna che non sa bene se continuare a vivere o morire. Spesso ritorna alla vita, con la troppa benevolenza della morte, rimproverata per questo da un angelo rockettaro. Che, malgrado l’aspetto vagamente inquisitorio, si abbandona ad una danza jazz brasilera con una prostituta che ci ripensa e ritorna alla vita.

Chi deve  passare davvero la soglia, si spoglia della maschera terrena, offrendola alla morte, sempre più impacciata.

Sulla Morte Senza Esagerare, umanizza la morte, al punto che riusciamo anche a parlarne. Intanto la morte (sul palco), colpita forse da una crisi identitaria, si stanca di fare la morte e, dopo alcune pratiche burocratiche, si lascia sostituire da un’altra morte.

ideazione e regia Riccardo Pippa
di e con Giovanni Longhin, Andrea Panigatti, Sandro Pivotti, Matteo Vitanza
scene, maschere e costumi Ilaria Ariemme
disegno luci Giuliano Bottacin
cura del suono Luca De Marinis
tecnico audio-luci Alice Colla
foto Laila Pozzo

produzione Teatro dei Gordi / Teatro Franco Parenti
con il sostegno di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo – Progetto Next – Laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo – TIEFFE Teatro Milano – Armunia – Campo Teatrale di Milano – Centro Artistico Il Grattacielo – Centro Teatrale MaMiMò- Mo-wan teatro – Sementerie Artistiche – Concentrica 2016 – Asti Teatro

 

Selezione Visionari Kilowatt Festival e Artificio Como 2016
Vincitore all’unanimità del Premio alla produzione Scintille 2015
Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro 2015, indetto dall’Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine: spettacolo vincitore del Premio Speciale, Premio Giuria Allievi Nico Pepe e Premio del Pubblico

 

Premio Hystrio-Iceberg 2019

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