I Me Ciamava Per Nome: 44.787 Risiera di San Sabba: meditate che questo è stato

I Me Ciamava Per Nome: 44.787 Risiera di San Sabba: meditate che questo è stato
I me ciamava per nome Risiera di San Sabba_Renato Sarti_ Teatro della Cooperativa

Lunedi 27 gennaio, in occasione del Giorno della Memoria, Renato Sarti ha portato al Piccolo Teatro di Milano, il suo spettacolo dove firma drammaturgia e regia: I Me Ciamava Per Nome: 44.787 Risiera di San Sabba. Dal 28 gennaio al 2 febbraio 2020 poi, sarà al Teatro della Cooperativa di Milano.

La Risiera di San Sabba è stato uno dei rarissimi campi di concentramento situato all’interno di una città vicino a grandi complessi industriali, a poche centinaia di metri dalla via Flavia su cui scorre il traffico continuo; lì vicino, c’è anche lo stadio e perfino due trattorie. Questo per dire che in molti sapevano della sua esistenza e del massacro quotidiano.

L’indifferenza diventa quindi base fondamentale per il compimento della violenza, seguita poi dal collaborazionismo locale, senza il quale non sarebbe stato possibile operare in modo così rapido e efficace.

I Me Ciamava Per Nome: 44.787 Risiera di San Sabba offre una polifonia di voci che ripercorrono un arco temporale vasto all’interno della città di Trieste: dagli inizi degli anni trenta, sino al colpevole oblio seguito nel dopoguerra, con l’eco del processo di Norimberga.

Si va infatti dai primi soprusi alle leggi razziali; dall’eliminazione dei malati, fisici e mentali, a quella dei dissidenti politici, degli zingari e dei sinti; dalla conversione prima, all’espulsione poi, e infine all’eliminazione in massa degli ebrei.

In tutte le fasi, troviamo uomini tedeschi ed italiani con delirio di onnipotenza che affermano, tranquilli con la loro coscienza, di aver attuato torture e massacri, per obbedire alla legge. Ed altri, triestini, che denunciano gli ebrei per compensi monetari, si appropriano con indifferenza dei loro beni e dopo la guerra si aggirano indisturbati con i loro vestiti.

Mentre il pubblico prende posto in sala, Nicoletta Ramorino, Ernesto Rossi, Renato Sarti e Irene Serini, seduti ad un grande tavolo, leggono sul palco, la lista di Bubnic, quella dei morti di San Sabba. C’è nelle loro voci, per ogni nome, per ogni data di nascita e di morte ad esso collegati, un sentimento di pietas, di rispetto, di umanità vibrante.

Cusmani Lidia, Laguarda Amelia, Laric Mario… Giovani neanche ventenni, uomini e donne, madri e padri, nonni e nonne,  figli e figlie. Tutti finiti nel crematorio che nelle giornate di vento, spargeva odore di carne bruciata sulla città indifferente.

Lo spettacolo, nonostante il tema, ha la misura del classico.

I Me Ciamava Per Nome: 44.787 Risiera di San Sabba è composto, chiaro. Un racconto che fa intuire l’incapacità per i sopravvissuti di riportare ciò che è oltre l’umano, l’indicibile, e restituisce il peso di essere sopravvissuti. Un monito sofferto per tutti noi.

Colpisce come sempre, la tensione di Renato Sarti nel tenere viva la memoria, unico antidoto forse, a questa Italia che lascia riaffiorare scritte pericolose come quella di Mondovì (qui abita un ebreo), che permette insulti alla senatrice Segre, che assiste inerme al rogo di librerie romane o di bar di proprietari marocchini. Sta crescendo, sembra dirci I Me Ciamava Per Nome: 44.787 Risiera di San Sabbal, la cultura dello “scarto”, del “sotto-uomo, sub-umano”, quella dell’Untermensch propria dell’ideologia nazista che tanto si sposa con il modello socioeconomico della nostra società.

Ricordare dunque, non solo per “meditare che questo è stato”, ma anche per esplorare lati della nostra debolezza che si lascia sedurre da modelli di forza, da convenienze personali o dall’indifferenza.

 

I Me Ciamava Per Nome: 44.787 Risiera di San Sabba

testo e regia Renato Sarti

da testimonianze di ex deportati raccolte da Marco Coslovich e Silva Bon per l’Irsrec FVG

con Nicoletta Ramorino, Ernesto Rossi, Renato Sarti e Irene Serini

brani musicali Alfredo Lacosegliaz, Moni Ovadia

foto e video Miran Hrovatin, Alessio Zerial, Videoest, Irsrec FVG

si ringrazia Mario Sillani

Teatro Della Cooperativa, via privata Hermada 8 – Milano

mar, mer, ven, sab ore 20.30 – gio ore 19.30 –

dom ore 17.00

info e prenotazioni – Tel. 02 6420761 – [email protected]

www.teatrodellacooperativa.it

prezzi: intero € 18/ rid. Convenzionati €15/ <27 anni €10 / >65 anni € 9 / gio biglietto unico 10€

da martedì a venerdì 15.00 – 19.00

sabato 18.00 – 20.00 (nei giorni di replica)

domenica 15.00 – 16.30 (nei giorni di replica)

Il ritiro dei biglietti potrà essere effettuato fino a 30 minuti prima dell’inizio dello spettacolo

I biglietti sono acquistabili anche online sul circuito Vivaticket

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