Chauvin condannato per omicidio Floyd. Biden “Razzismo sistemico macchia del Paese”

Chauvin condannato per omicidio Floyd. Biden “Razzismo sistemico macchia del Paese”

Derek Chauvin convicted of murder in death of Geroge Floyd” e “Derek Chauvin verdict brings a rare rebuke of police conduct”: questi i titoli che oggi aprono le prime pagine rispettivamente delle edizioni online del Washington Post e del New York Times e che ci raccontano la conclusione di un processo iniziato il 29 marzo scorso e conclusosi martedì con la condanna di Chauvin per tutti e tre i capi d’accusa per cui era stato imputato per l’omicidio di George Floyd.

Dopo 11 mesi dall’omicidio di George Floyd che aprì numerosi dibattiti all’interno dell’opinione pubblica e portò ancora una volta il sistema americano ad interrogarsi sull’utilizzo della forza da parte della polizia nei confronti dei cittadini afroamericani, è arrivato il verdetto atteso: il poliziotto adesso rischia fino a 40 anni di carcere.

Dopo una prima e naturale reazione di soddisfazione, appare però chiaro come, nonostante l’eccezionalità della condanna, questo possa essere considerato solo un primo passo verso una strada che si presenta ancora molto tortuosa e in salita. A pochi istanti dal verdetto definitivo ad esempio, la Bbc ha riferito che in Ohio un agente di polizia, nel tentativo di difendersi da un aggressione con coltello, avrebbe sparato ad una giovane ragazza nera; in queste ore si stanno cercando di ricostruire i fatti. E la notizia arriva dopo quella di domenica scorsa, quando proprio a pochi chilometri da Minneapolis a rimanere ucciso per un errore di una poliziotta era stata Daunte Wright.

La condanna

La condannata è giunta nella serata italiana di ieri sera dopo 10 ore di camera di consiglio in cui la giuria ha ripercorso i fatti, grazie ai tanti video forniti come prove, e all’ascolto di ben 45 testimoni nel corso di queste settimane. All’unanimità ha poi condannato Chauvin per omicidio involontario di secondo grado, omicidio di terzo grado e omicidio colposo. Il verdetto definitivo verrà deciso fra sei-otto settimane dal giudice che ha condotto il processo; Chauvin rischia fino a 40 anni di reclusione, ma le attenuanti potrebbero ridurre la sua condanna. Il processo degli altri poliziotti coinvolti nell’omicidio di Floyd comincerà invece ad agosto.

Il processo e la condanna sono esemplari nel loro genere e in piccola parte il risultato può essere considerato come storico. Nonostante i diversi casi di violenza efferata da parte del corpo di polizia nei confronti di cittadini afroamericani, quella di Derek Chauvin infatti è una delle prime condanne. Inoltre, è esemplare come tutto il processo si sia basato soprattutto sulle testimonianze video, dalle body cam poste sull’uniforme dei poliziotti alle telecamere dei negozi e quelle dei cellulari dei testimoni oculari. L’accaduto è stato ripreso praticamente da ogni angolazione e questo tipo di prove si sono poi dimostrate quelle fondamentali per ricostruire cosa realmente fosse successo.

Molto interessante è lo spunto che Massimo Gaggi del Corriere della Sera ha dato oggi in un’analisi pubblicata sul quotidiano, scrivendo di come l’ex poliziotto Chauvin sia stato condannato prima che dalla giuria stessa, dalla città di Minneapolis il cui municipio ha riconosciuto un risarcimento di 27 milioni di dollari alla famiglia Floyd, e dalla stessa polizia di cui ha fatto parte, dal momento che nessuno dei suoi colleghi ha provato a scagionarlo in alcun modo.

Le reazioni: le parole di Biden e le città americane

Come ci si aspettava, nella città precauzionalmente blindata dalle forze dell’ordine, la condanna definitiva ha scatenato la reazione delle persone che attendevano il verdetto fuori dal tribunale: ci sono state tante urla di gioia e tanti pianti, che a macchia d’olio di sono diffuse in tutto il Paese.

Il presidente degli Stati Uniti ha aspettato che la giuria fosse in camera di consiglio per esprimere la propria opinione dicendosi fiducioso affinché ci potesse essere un giusto verdetto dal momento che le prove si erano dimostrate schiaccianti. Una volta reso noto il verdetto, Biden ha poi dichiarato alle televisioni “This gives us a shot to deal with genuine, systemic racism. […]This can be a moment of significant change,” e ha aggiunto “We have a chance to change the trajectory in this country.”
Un piccolo cambiamento sappiamo già essere in moto all’interno del Congresso dove la Camera ha approvato una legge di riforma della polizia con un focus particolare sull’uso della forza e sull’addestramento dei corpi di polizia.

A lui hanno fatto seguito le dichiarazioni di Barack Obama che, nell’esprimere la propria soddisfazione per la condanna, ha esortato a non fermarsi ad un solo verdetto, ma a continuare a portare avanti il discorso sul “razzismo sistemico” che, prendendo in prestito le parole del presidente Biden, “[…] è una macchia per l’anima del nostro Paese”.

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