Tensioni tra Berlino e Washington
Aumenta il divario tra Donald Trump e i membri dell’Alleanza. Dopo l’annullamento del secondo viaggio negoziale a Islamabad, la questione dello Stretto di Hormuz è rimasta in stallo. A questo punto, il cancelliere Friedrich Merz ha dichiarato: “In Germania e in Europa stiamo subendo le conseguenze […] Ciò ha un impatto diretto sul nostro approvvigionamento energetico e un enorme impatto sulle nostre prestazioni economiche” (Reuters). Queste parole hanno inaspettatamente scatenato la collera di Trump. Sul suo avamposto digitale, Truth, ha accusato Merz di ritenere accettabile che l’Iran possieda un’arma nucleare. Trump non è un uomo che si ferma alle minacce e si prevedono possibili conseguenze per la Germania.
Lo scontro Trump-Merz
Una delle dichiarazioni che ha maggiormente irritato il presidente degli Stati Uniti è stata quella in cui Merz criticava il suo approccio alla crisi con l’Iran. Il cancelliere tedesco ha definito gli USA “umiliati” nei negoziati di Islamabad, aggiungendo: “Gli iraniani sono evidentemente molto abili nel negoziare, o meglio, molto abili nel non negoziare, permettendo agli americani di recarsi a Islamabad e poi ripartire senza alcun risultato”.
Il tycoon non ha esitato a rispondere con una provocazione: “Il cancelliere tedesco si dedichi piuttosto a porre fine alla guerra tra Ucraina e Russia e a risanare il suo Paese, invece di interferire con l’Iran”.
Nonostante le dichiarazioni di questa settimana, Merz cerca di mantenere un equilibrio diplomatico. Il 30 aprile, durante una visita ai soldati tedeschi nel nord della Germania, non ha fatto alcun riferimento allo scambio di battute con Trump. Al contrario, ha sottolineato l’importanza del ruolo della NATO e ha ribadito che i suoi rapporti con Trump sono ottimi.
Si amplia la crepa con la Germania
Trump avrebbe scritto su Truth di stare studiando e valutando una possibile riduzione delle truppe statunitensi in Germania. Si parla di oltre 35.000 soldati; la Germania ospita il contingente più numeroso. Secondo alcuni media tedeschi, la cifra sarebbe addirittura superiore, arrivando a 50.000 unità.
Ciò contrasta con quanto emerso nei colloqui di marzo a Washington, dove Trump aveva assicurato il mantenimento della presenza militare statunitense in Germania, senza aspettarsi nulla in cambio.
Si tratta di un campanello d’allarme per la difesa europea. Non è un caso che il 1° aprile Trump abbia dichiarato di star valutando “assolutamente senza dubbio” un possibile ritiro dalla NATO, soprattutto dopo l’ennesimo rifiuto di sostegno da parte di uno Stato europeo.
A seguito del post su Truth, il segretario di Stato Marco Rubio ha parlato con il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, discutendo della situazione iraniana e dell’importanza di garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz




