Telefonata Trump-Putin, tra Ucraina e Medio Oriente
Uno degli assistenti di Vladimir Putin ha riferito che mercoledì il presidente russo e il suo omologo statunitense, Donald Trump, hanno avuto un lungo colloquio telefonico. L’ultimo risaliva al 9 marzo. L’assistente di Putin, Yuri Ushakov, ha affermato che la telefonata, “franca e professionale”, è durata circa un’ora e mezza e ha riguardato due delle guerre in corso: quella in Ucraina e quella in Iran.
Sia Putin che Trump hanno detto di aver tentato di convincere l’altro a portare a termine le guerre iniziate, per quanto riguarda leader statunitense, quella in Iran, per quello russo l’invasione in Ucraina. Secondo quanto riferito da Ushakov, l’iniziativa sarebbe stata presa proprio dalla Russia, nella volontà di contribuire alle trattative volte a porre fine al conflitto russo-ucraino, che attanaglia i due Paesi da oltre quattro anni.
Ucraina: Putin propone tregua per il 9 maggio
Il consigliere russo ha anche rivelato le intenzioni di Putin di annunciare un cessate il fuoco per il prossimo 9 maggio, il “Giorno della vittoria”, in cui si celebra la sconfitta della Germania nazista nella seconda guerra mondiale ad opera delle truppe dell’Unione Sovietica. Solitamente, la giornata prevede una tradizionale parata nella Piazza Rossa di Mosca, in cui, per quest’anno, saranno assenti carri armati e missili russi. Segno, probabilmente, dei quattro anni di guerra che stanno provando economicamente e non solo la macchina bellica russa. Ushakov ha riferito, inoltre, la visione congiunta dei due presidenti sul leader ucraino, Volodymyr Zelensky, come primo fautore del prolungamento del conflitto, appoggiato dai paesi dell’Unione europea. Intanto, il bollettino di guerra rimane tristemente stabile. Un massiccio attacco di droni russi ha colpito la città di Odessa, nel sud dell’Ucraina, ferendo 6 persone e causando danni alle infrastrutture. Sulla proposta russa di una tregua per il 9 maggio, il presidente ucraino ha richiesto prontamente i dettagli, scrivendo su Telegram: “La nostra proposta è di un cessate il fuoco a lungo termine, garantire una sicurezza affidabile per le persone e una pace duratura”.
Il nodo in Medio Oriente
La chiacchierata tra i presidenti russo e statunitense ha toccato anche il fronte orientale e il conflitto in corso in Iran, iniziato dagli stessi Stati Uniti e dall’alleato israeliano. Il presidente russo ha detto di considerare “saggia” la decisione del tycoon di estendere il cessate il fuoco anche in Libano, considerandolo un passo per “contribuire a stabilizzare la situazione”, e ha avvertito Trump sui rischi di un’eventuale operazione di terra in Iran. Quest’ultima, per Putin, sarebbe non solo “pericolosa”, ma anche “inaccettabile”. Il leader russo avrebbe richiamato l’attenzione sulla gravità delle conseguenze, per l’Iran, i suoi vicini e l’intera comunità internazionale. Il consigliere russo Ushakov riporta poi le intenzioni del presidente di “fornire tutto il supporto possibile agli sforzi diplomatici per trovare una soluzione pacifica alla crisi, avanzando “una serie di proposte volte a risolvere i disaccordi sul programma nucleare iraniano”. Nel frattempo, Donald Trump dovrebbe ricevere, oggi, un briefing dai comandanti su nuovi piani militari contro l’Iran. Il tycoon starebbe valutando un blitz per mettere in sicurezza l’uranio iraniano arricchito e realizzare una serie di attacchi “brevi e potenti” contro il nemico iraniano. Trump starebbe prendendo, infatti, in considerazione nuove operazioni belliche al fine di sbloccare lo stallo attuale nello stretto di Hormuz e sferrare un ultimo colpo decisivo prima di porre fine al conflitto.




