Tax compliance: informazioni a disposizione per sanare le irregolarità

Tax compliance: informazioni a disposizione per sanare le irregolarità
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Pronti per essere inviati oltre 28 mila alert preventivi finalizzati a segnalare le anomalie emerse incrociando i dati forniti attraverso lo spesometro con quelli indicati nelle dichiarazioni.
L’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento del 24 marzo 2017, specifica le modalità con cui sono messi a disposizione i dati e le informazioni utili a sanare eventuali irregolarità. In concreta attuazione dell’intento di introdurre nuove e più avanzate forme di comunicazione tra il contribuente e l’amministrazione fiscale, anche in termini preventivi rispetto alle scadenze fiscali, finalizzate a semplificare gli adempimenti, stimolare l’assolvimento degli obblighi tributari e favorire l’emersione spontanea delle basi imponibili, infatti, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei contribuenti, ovvero degli intermediari, gli elementi e le informazioni in suo possesso riferibili agli stessi contribuenti, acquisiti direttamente o pervenuti da terzi, relativi anche ai ricavi o compensi, ai redditi, al volume d’affari e al valore della produzione, alle agevolazioni, deduzioni o detrazioni, nonché ai crediti d’imposta, anche qualora gli stessi non risultino spettanti.

Al contribuente, quindi, sono rese disponibili le informazioni per valutare la correttezza dei dati in possesso dell’Amministrazione finanziaria e permettergli di porre rimedio alle presunte irregolarità attraverso l’istituto del ravvedimento operoso, disciplinato dall’articolo 13, Dlgs 472/1997.
In particolare, le comunicazioni riportano le seguenti notizie:
– codice fiscale, denominazione, cognome e nome del contribuente;
– numero identificativo della comunicazione e anno d’imposta;
– codice atto;
– totale operazioni comunicate dai clienti dei soggetti passivi Iva attraverso lo spesometro;
– modalità per consultare le informazioni di dettaglio relative all’anomalia riscontrata (sono all’interno del c.d. “Cassetto fiscale”: protocollo, data di invio, somma algebrica delle operazioni rientranti nel volume d’affari, importo totale delle operazioni comunicate dai clienti, operazioni attive che non risulterebbero dichiarate, dati identificativi dei clienti, ammontare degli acquisti trasmessi da ciascuno di essi).
L’Agenzia delle Entrate invia le comunicazioni mediante un messaggio di posta elettronica certificata e le rende disponibili anche attraverso la consultazione del “Cassetto fiscale” del titolare di partita Iva
Il contribuente, inoltre, anche tramite intermediari abilitati, può chiedere informazioni all’Agenzia delle Entrate o segnalare eventuali elementi, fatti e circostanze a essa sconosciuti.

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