Mancata comunicazione di fine attività: nessuna sanzione, eliminato il codice tributo

Mancata comunicazione di fine attività: nessuna sanzione, eliminato il codice tributo

Addio al codice tributo “8120“. L’approvazione del decreto fiscale (il 193/2016) ha prodotto l’abolizione della sanzione per chi cessa l’attività e non chiude spontaneamente la partita Iva. Ora è arrivata, per il tramite della risoluzione 7/E del 19 gennaio 2017, anche la conseguente cancellazione del relativo codice tributo.

Fino all’anno passato, nel caso in cui un soggetto chiudesse l’attività senza presentare l’apposita dichiarazione all’Amministrazione finanziaria, si applicava l’articolo 35, comma 15-quinquies del d.P.R. n. 633/1972, che obbligava il Fisco a sopprimere d’ufficio la partita Iva.
Tale norma è stata di recente modificata dal D.L. 193/2016 (il collegato fiscale all’ultima Legge di Bilancio) alla luce del nuovo rapporto tra Amministrazione e contribuenti, improntato al dialogo, alla fiducia e alla collaborazione. Essa, attualmente, si presenta come segue: “L’Agenzia delle Entrate procede d’ufficio alla chiusura delle partite IVA dei soggetti che, sulla base dei dati e degli elementi in suo possesso, risultano non aver esercitato nelle tre annualità precedenti attività di impresa ovvero attività artistiche o professionali. Sono fatti salvi i poteri di controllo e accertamento dell’amministrazione finanziaria. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono stabiliti i criteri e le modalità di applicazione del presente comma, prevedendo forme di comunicazione preventiva al contribuente“.
È stata dunque eliminata la parola sanzione; di conseguenza, il codice tributo “8120”, istituito nel 2014 per versare le imposizioni sanzionatorie tramite modello F24, non ha più motivo di esistere e dal 1° febbraio sarà definitivamente soppresso.

Inoltre, è stata mandata in pensione, dietro richiesta dell’Inps, con la risoluzione 5/E, anche la causale “TAFS“, che serviva ad alimentare un fondo speciale dedicato al personale del settore aereo, ora non più esistente.

Infine, con la risoluzione 6/E, l’Agenzia delle Entrate ha eliminato la possibilità di utilizzare in compensazione “a credito” il codice tributo “3895“, lasciando invece ancora operativa la possibilità di utilizzare “a debito” lo stesso codice.

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