Accertamento fiscale: indagini bancarie legittime anche senza allegazione dell’autorizzazione

Accertamento fiscale: indagini bancarie legittime anche senza allegazione dell’autorizzazione

L’accertamento fiscale basato sulle indagini bancarie è legittimo anche nel caso in cui la relativa autorizzazione non sia esibita al contribuente. Si tratta, infatti, di un atto privo di rilevanza esterna, avente natura non provvedimentale, con funzione meramente organizzativa.
È questo il principio di diritto enunciato dalla Commissione tributaria regionale di Trento con la sentenza n. 127, depositata in data 19 dicembre 2016.

La questione nasce da alcuni ricorsi avverso avvisi di accertamento notificati ad una società in accomandita semplice e ai suoi soci. Nel caso di specie, l’Amministrazione finanziaria ha accertato ricavi non dichiarati per mezzo di un’analisi della contabilità e dei dati delle indagini svolte sui conti correnti bancari della società e dei suoi soci.

Nello specifico, con la presente pronuncia, i giudici tributari, basandosi su un costante orientamento della Suprema Corte (cfr. Corte di Cassazione 16874/2009), hanno affermato che, affinché il Fisco possa utilizzare il risultato di accertamenti bancari effettuati nei confronti del contribuente, occorre solamente che tali accertamenti siano stati debitamente autorizzati, senza che sia allo stesso tempo necessario che il provvedimento di autorizzazione (la cui legittimità può essere fatta valere davanti al giudice tributario soltanto qualora vada ad inficiare il risultato fiscale del procedimento e, quindi, l’accertamento tributario) sia esibito al contribuente, sottolineando altresì che tale provvedimento non richiede alcuna specifica motivazione.
Di conseguenza, l’avviso di accertamento deve essere considerato illegittimo solamente qualora le indagini bancarie su cui esso si fonda vengano eseguite (e le relative risultanze acquisite) in mancanza della prescritta autorizzazione e sempre che da tale mancanza discenda un effettivo pregiudizio nei confronti del contribuente.

Per le ragioni di cui sopra, dunque, è da ritenersi del tutto irrilevante, ai fini della validità degli atti impositivi notificati dall’Agenzia delle Entrate ai contribuenti, la mancata allegazione all’avviso di accertamento dell’atto di autorizzazione delle indagini bancarie svolte.

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