Bonus investimenti Mezzogiorno: necessaria l’entrata in funzione dei beni

Bonus investimenti Mezzogiorno: necessaria l’entrata in funzione dei beni

Il credito d’imposta previsto dall’art. 8 della legge 388/2000 per gli investimenti nel Mezzogiorno spetta solamente nel caso in cui il contribuente riesca a fornire la prova che i beni dell’investimento siano esistenti ed entrati in produzione entro il secondo periodo d’imposta successivo all’acquisizione o all’ultimazione.
È questo il principio di diritto affermato dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 22156 del 2 novembre 2016.

La decisione scaturisce dall’impugnazione, proposta da una società operante nel Mezzogiorno, di un avviso di recupero di un credito d’imposta, utilizzato ai sensi dell’articolo 8 della legge 388/2000 per l’anno 2006, e della relativa cartella di pagamento.
Dopo che la Commissione tributaria provinciale aveva respinto il ricorso della ricorrente e la stessa decisione era stata oggetto di conferma dalla Commissione tributaria regionale, faceva seguito il ricorso in Cassazione.
In dettaglio, la società contribuente ha lamentato la violazione e la falsa applicazione dell’art. 8 della legge 388/2000 con riferimento al rispetto della condizione, prevista dalla legge, della messa in funzione effettiva dei beni strumentali oggetto dell’investimento agevolato, in correlazione al fatto storico del disconoscimento, da parte dell’Amministrazione finanziaria, del relativo credito d’imposta, in ragione della non utilizzazione dei beni.
La Corte suprema ha confermato la legittimità del recupero del credito d’imposta messo in atto dal Fisco, mettendo in evidenza la mancanza della condizione necessaria dell’utilizzo dei beni, nei tempi e nei termini previsti dalla normativa vigente.

Alle imprese che operano nei settori delle attività estrattive e manifatturiere, dei servizi, del turismo, del commercio, delle costruzioni, della produzione e distribuzione di energia elettrica, vapore e acqua calda, della pesca e dell’acquacoltura, della trasformazione dei prodotti della pesca e dell’acqua, che, fino alla chiusura del periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2006, abbiano effettuato nuovi investimenti nelle aree del Mezzogiorno, l’art. 8 della legge 388/2000 attribuisce un credito d’imposta commisurato ai costi sostenuti.

Il credito d’imposta spetta per gli investimenti relativi alle categorie di beni riportate di seguito:

– macchinari, impianti, differenti rispetto a quelli infissi al suolo, e attrezzature varie, classificabili nell’attivo dello stato patrimoniale, destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nelle aree territoriali interessate;

– software per le esigenze produttive e gestionali dell’impresa, limitatamente alle piccole e medie imprese;

– brevetti relativi a nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi, per la parte in cui sono utilizzati per l’attività svolta nell’unità produttiva.

Per le grandi imprese, gli investimenti sono agevolabili, se il bene presenta il requisito della novità, entro il limite del 50% del complesso degli investimenti di cui esse hanno beneficiato nello stesso periodo d’imposta. Rimangono di conseguenza esclusi gli investimenti relativi a beni a qualunque titolo già utilizzati.

Tra le condizioni necessarie affinché si possa usufruire del suddetto credito d’imposta, il comma 7 della norma citata prevede quella relativa all’”entrata in funzione” dei beni oggetto dell’agevolazione entro il secondo periodo d’imposta successivo a quello della loro acquisizione o ultimazione.
Nella causa in esame, pertanto, in sede di accesso nei locali dell’impresa, non sono stati rinvenuti i beni agevolati di cui alle fatture d’acquisto (inclusi software, licenze d’uso e brevetti).

Il giudice tributario, dunque, sulla base dei fatti accertati, ha correttamente applicato la normativa in oggetto, non essendo stata soddisfatta la condizione, necessaria per usufruire del credito d’imposta, dell’”entrata in funzione” dei beni nei tempi e nei termini posti dalla legge. È stato confermato, dunque, l’orientamento di legittimità secondo il quale la corretta fruizione del credito d’imposta in argomento richiede come condizione necessaria l’“entrata in funzione” del bene oggetto dell’acquisizione agevolata nei tempi e nei termini posti dalla legge.

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