Nuovo Redditometro: il contraddittorio per evitare errori di valutazione

Il nuovo Redditometro, lo strumento di accertamento sintetico che da marzo del 2013 consentirà al Fisco una determinazione indiretta del reddito complessivo del contribuente sulla base di nuovi indici, non smette di generare dubbi e perplessità.
È recente la notizia di una richiesta di confronto con l’Agenzia delle Entrate da parte dell’Ordine dei Commercialisti di Roma per discutere sul metodo di calcolo e sul peso delle variabili statistiche, considerati troppo simili a quelli degli studi di settore.

“L’obiettivo è quello di assicurarsi che il Redditometro porti a risultati che rispecchino perfettamente la realtà e che siano rispettosi delle peculiarità di ogni singola fattispecie”, ha spiegato Mario Civetta, presidente dell’Odcec di Roma, il quale ha poi lanciato all’Agenzia delle Entrate la richiesta di rendere note le metodologie di calcolo e le variabili statistiche per permettere al contribuente di esercitare in maniera consapevole il proprio diritto di difesa.

I dubbi dell’Ordine dei Commercialisti nascono dal fatto che il Redditometro si basa su un metodo di accertamento sintetico-induttivo fondato su dati statistici, che comportano il rischio di errori nella valutazione del reddito presunto del contribuente, con delle conseguenze molto simili a quelle già riscontate negli studi di settore.
Il Redditometro, infatti, calcola la capacità di spesa del contribuente basandosi su dati disponibili in anagrafe tributaria, analisi e studi socio economici (anche di settore) e su dati di spese effettivamente sostenute. Si corre il pericolo, tuttavia, di subire un accertamento sintetico, in caso di scostamento fra reddito complessivo risultante dalla determinazione analitica inferiore a quello attribuibile al contribuente, sulla base di elementi e circostanze di fatto tutt’altro che certi.

La soluzione, comunque, potrebbe essere di facile identificazione e applicazione. In particolare, il rischio che la capacità di spesa presunta non corrisponda a quella reale può essere scongiurato attraverso un contraddittorio tra Agenzia delle Entrate e contribuente. Come conclamato dalla giurisprudenza, infatti, il Redditometro rappresenta un metodo di determinazione presuntivo dei ricavi e, come tale, necessità di essere avvalorato da elementi di gravità, precisione e concordanza, che possono essere ottenuti solamente valutando nel concreto l’effettiva congruenza tra quanto presunto e quanto dichiarato. Il contraddittorio tra Agenzia delle Entrate e contribuente assurge, dunque, a condizione necessaria e imprescindibile per una legittima e corretta applicazione di questo importante strumento di lotta all’evasione.

Giuseppe Ferrara
16 gennaio 2013

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