Rapporto immobiliare 2016: stabilità nella compravendita di negozi, uffici e industrie

Rapporto immobiliare 2016: stabilità nella compravendita di negozi, uffici e industrie

Andamento delle compravendite nel mercato immobiliare non residenziale sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno. È quanto si evince dal Rapporto 2016 sul mercato a destinazione terziaria, commerciale e produttiva, realizzato dall’Agenzia delle Entrate in collaborazione con l’Associazione nazionale delle società di leasing (Assilea).
I dati che emergono dal rapporto appaiono diversificati a seconda della tipologia di immobile: nello specifico, le compravendite di capannoni e uffici risultano in diminuzione, rispettivamente, del 3,5 e dell’1,7 per cento; le compravendite di negozi, invece, aumentano del 2,7 per cento.

Il Rapporto è frutto di un’analisi dei mercati immobiliari in rapporto ai volumi di compravendite effettuate nel 2015, all’intensità di mercato e al livello delle quotazioni immobiliari medie per regione e nelle più importanti città italiane.
Tra tutte le regioni italiane, quella in cui è presente la maggiore quantità di immobili a destinazione non residenziale è la Lombardia.

Tra le regioni con quota di mercato maggiore, la Lombardia mostra un lieve rialzo (+0,5 per cento), mentre il Veneto cresce dell’1,5 per cento; per contro, l’Emilia Romagna, cede il 18,2 per cento.
Quasi tutte le regioni del centro mostrano degli aumenti; nello specifico, la Toscana fa registrare un andamento positivo pari al 14 per cento, il Lazio guadagna l’8,4% e l’Umbria resta sostanzialmente stabile (+0,3%).
Situazione inversa al Meridione dove, con la sola eccezione dell’Abruzzo, tutte le regioni fanno segnare cali negli scambi. Le perdite più elevate si rilevano in Puglia (-23,3%), Calabria (-17,5%) e Molise (-12,9%).
Andamenti alterni invece sulle Isole, con la Sicilia che mostra un aumento delle transazioni del 19,2% e la Sardegna che invece perde il 5,7% rispetto al 2014.
Aumentano gli scambi anche nella maggior parte delle metropoli, con importanti aumenti a Milano (+35,3% sul 2014). Bari, Bologna e Genova, invece, fanno registrare segni negativi.

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