Uno scontrino su tre è irregolare, ma aumentano le segnalazioni al 117

Secondo i dati della Guardia di Finanza uno scontrino fiscale su tre risulta essere irregolare, nonostante l’aumento delle chiamate dei cittadini al centralino del 117 per denunciare i negozianti disonesti. In particolare, le segnalazioni hanno avuto un’impennata del 140% in Campania e Toscana, toccando da gennaio a novembre quota 60 mila in tutta Italia (risultato considerevole se paragonato alle 26 mila chiamate ricevute nello stesso periodo del 2010 e alle 32 mila dell’anno passato).
Un dato che conferma il generale mutamento del clima di rassegnazione, che da sempre ha caratterizzato i cittadini della nostra penisola, in un sentimento di indignazione generalizzata ed attiva.

Per quanto riguarda i risultati dei controlli della Guardia di Finanzia, spiccano i 7500 evasori totali scovati, il cui numero è sostanzialmente analogo a quello del 2011; ciò che cambia, però, è l’ammontare degli importi recuperati, molto più considerevoli rispetto all’anno passato.

In particolare, i redditi evasi sono aumentati di sette miliardi rispetto al 2011, passando da 21 miliardi di euro a 28 miliardi, a cui vanno sommati 600 milioni di Iva evasa attraverso le cosiddette “frodi carosello”: “Truffe al Fisco realizzate con il coinvolgimento di altri paesi comunitari e la costituzione di società cartiere, che non svolgono un’effettiva attività economica e sono prive di una reale struttura operativa, create con l’unico scopo di emettere fatture false”.

Se si considera il saldo totale dell’evasione dell’anno 2012, ottenuto sommando i 28 miliardi di euro non dichiarati e i 13 miliardi emigrati clandestinamente, si arriva ad una somma pari a 41 miliardi, maggiore rispetto all’ultima manovra finanziaria.
Di fronte a questa situazione critica, il cittadino non resta indifferente, seppur rimanga ancora spesso nascosto dietro una mancata assunzione di responsabilità: 4 chiamate su 10 sono anonime e, di conseguenza, praticamente inutili, dal momento che le segnalazioni non possono essere inserite nei tabulati per l’incrocio dei dati, come ricordato dal colonnello Michele Dell’Agli: “Le segnalazioni anonime non possono essere utilizzate per l’avvio di procedimenti di contestazione di violazioni amministrative, pertanto è importante che il segnalante fornisca i propri dati anagrafici, che verranno trattati nel rispetto della normativa sulla privacy. Tutte le segnalazioni che arrivano al 117, comunque, sono informazioni che alimentano il patrimonio informativo del Corpo e permettono successive attività di approfondimento e analisi dei dati acquisiti”.

È certamente da apprezzare il recente attivismo del popolo italiano che, di fronte ad una piaga tanto dolorosa per l’economia italiana quanto infame dal punto di vista morale per chi specula su di essa, abbandona l’inerte rassegnazione che per anni l’ha contraddistinto, utilizzando le segnalazioni al 117 come arma da utilizzare contro un nemico che non vuole saperne di ritirarsi. Occorrerebbe, però, che il passo venga compiuto per intero e che si metta da parte quella sorta di inspiegabile imbarazzo nel denunciare apertamente una situazione di evasione generalizzata che, invece, dovrebbe mettere a disagio chi dentro quest’ultima ci sguazza.

Giuseppe Ferrara
17 dicembre 2012

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