Voluntary disclosure, rientrano nelle casse statali 3,8 miliardi

Voluntary disclosure, rientrano nelle casse statali 3,8 miliardi

La collaborazione volontaria (c.d. voluntary disclosure), che ha preso il via circa un anno fa con la Legge 186/2014, sta per riportare nelle casse dello Stato circa 3,8 miliardi di euro. Secondo i calcoli effettuati in base ad aliquote medie prudenziali, ammonta complessivamente a oltre 59,5 miliardi il volume delle attività estere svelate al Fisco, di cui circa 41,5 miliardi dalla Svizzera (quasi il 70%). Il bilancio della procedura di collaborazione volontaria è stato reso noto nel corso di una conferenza stampa tenutasi al ministero dell’Economia e delle Finanze, a cui hanno preso parte il vice ministro, Luigi Casero, il consigliere del ministro per le politiche fiscali, Vieri Ceriani, il direttore generale del dipartimento Finanze, Fabrizia Lapecorella, il direttore delle Entrate, Rossella Orlandi.

Le domande arrivate entro il 30 novembre, scadenza ultima per fare richiesta di regolarizzazione, sono 129.565: per la maggior parte (127.348) riguardano la voluntary internazionale; 1.507 le domande di disclosure nazionale (capitali detenuti in Italia ma non dichiarati), 710 quelle che concernono entrambe le tipologie.
Significativi i numeri registrati dall’Agenzia negli ultimi due mesi: solo ad ottobre e novembre le istante inviate sono state 66.314, mentre fino al 30 settembre il numero era pari a 63.251.

Gli importi complessivamente oggetto della procedura faranno rientrare nelle casse dell’Erario un gettito di oltre 3,8 miliardi di euro (circa 4 miliardi, considerando anche i relativi interessi). Nello specifico: imposte sui redditi per oltre 704 milioni; imposte sostitutive per circa 1,2 miliardi; Iva per più di 54 milioni; Irap per quasi 34 milioni di euro; ritenute per oltre 15 milioni e contributi per 96 milioni. A questi importi si aggiungono sanzioni relative a violazioni della normativa sul monitoraggio fiscale per 1 miliardo e 379 milioni di euro e altre sanzioni per circa 323 milioni di euro.
Il 69,6% dei capitali emersi proviene dalla Svizzera (oltre 41 miliardi di attività), a cui seguono il Principato di Monaco (4,6 miliardi), le Bahamas (2,2 miliardi), Singapore (più di 1,3 miliardi), Lussemburgo (quasi 1,3 miliardi) e San Marino (1,1 miliardi).

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook