Legge di Stabilità 2016, gli interventi in programma

Legge di Stabilità 2016, gli interventi in programma

La Legge di Stabilità 2016 arriverà nella giornata di oggi al Consiglio dei ministri, dopo che ieri il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha illustrato i provvedimenti al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. La portata della manovra sarà di circa 27-30 miliardi.

Fra le ultime misure inserite ci sarebbero il part time per i lavoratori over 63 invece dell’uscita anticipata dal lavoro e un intervento fiscale a due riprese per le imprese, prima con i cosiddetti “superammortamenti” e poi con il taglio dell’Imposta sul reddito delle società (Ires).

In generale, il testo, conterrà numerosi provvedimenti in materia di fisco e spesa pubblica, a cominciare dall’abolizione delle tasse sulla prima casa. In particolare, verranno abolite imu e tasi, a prescindere dalla superficie dell’immobile. Sarà eliminata dall’ordinamento tributario anche l’imu sui terreni agricoli, l’irap per i coltivatori e l’imu sugli imbullonati, cioè quei macchinari ancorati in maniera salda al terreno e di dimensioni talmente grandi da essere assimilati a degli immobili. Previsti, in aggiunta, interventi per 170 milioni di euro per il recupero e la riqualificazione energetica degli alloggi popolari.

Le agevolazioni legate alle ristrutturazioni edilizie, i cui costi possono essere detratti dall’Imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) per una quota pari al 50%, saranno prorogati per un altro anno. Stesso discorso per le detrazioni relative agli interventi sul risparmio energetico, che dovrebbero rimanere al 65% per un altro anno ancora.

Brutte notizie arrivano invece sul fronte pensioni: l’età pensionabile non verrà ridotta a 63 anni per tutti, come prospettato al contrario dal premier Renzi nei mesi scorsi. Tuttavia, il governo pare intenzionato a tutelare ancora una nuova tranche di 26mila esodati e a prorogare l’opzione donna, cioè il sistema che permette alle lavoratrici di mettersi a riposo con molto anticipo (oggi il requisito è fissato a 35 anni di contributi e 57 anni di età) ma con forti penalizzazioni sull’assegno (da calcolare con metodo contributivo, sicuramente meno vantaggioso).

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