In arrivo il regime dei minimi: grandi novità per star­tup­pers, inno­va­tori e pro­fes­sio­ni­sti under 40

In arrivo il regime dei minimi: grandi novità per  star­tup­pers, inno­va­tori  e pro­fes­sio­ni­sti under 40

regime minimiAllarme è gene­rale sul fronte dove governo e mag­gio­ranza sono in grande dif­fi­coltà, anche culturale per l’arrivo del  nuovo regime dei minimi, che  aumen­terà l’aliquota media dei «pro­fes­sio­ni­sti tec­nici» dal 5% al 22,48%, al 23,77% per l’area economico-sociale, del 24,58% per quella sani­ta­ria e del 25,11% per l’area giuridica.

Questa la grande novità del  governo 2.0, che  ha pre­pa­rato un trap­po­lone anche per quella pla­tea di «star­tup­pers» e «inno­va­tori» scelti dal pre­si­dente del Con­si­glio Renzi come alleati nella sfida alla rot­ta­ma­zione della sfiga e dei corpi inter­medi.

Per la Con­fe­de­ra­zione Ita­liana Libere Pro­fes­sioni del Lazio il nuovo regime dei minimi con­te­nuto nella legge di Sta­bi­lità in discus­sione al Senato com­por­terà un incre­mento della tas­sa­zione dei gio­vani pro­fes­sio­ni­sti del 500% circa. Su un red­dito medio ipo­tiz­zato di 19 mila euro, se nel 2014 si paga­vano 900 euro di Irpef-sostituto d’impresa, con la riforma in arrivo nel 2015 si sbor­serà oltre 4 mila euro (+3 mila euro) Su base men­sile que­sto signi­fica un taglio di 200 euro almeno su un red­dito men­sile da 1400 euro. Questo rove­scio riguarda i pro­fes­sio­ni­sti under 40, i coe­ta­nei del pre­si­dente del Consiglio.

Per Andrea Dili, pre­si­dente di Con­f­pro­fes­sioni Lazio — tale ina­spri­mento «spin­gerà fuori dal mer­cato oltre 300 mila pro­fes­sio­ni­sti. Non si com­prende per­ché il governo dichiara di pun­tare sui gio­vani, com­pe­tenze e qua­li­fi­ca­zione pro­fes­sio­nale e nei fatti fini­sce per affos­sare uno dei com­parti più gio­vani, inno­va­tivi e dina­mici del mer­cato del lavoro». Il caso è stato sol­le­vato prima da Acta, Alta par­te­ci­pa­zione e Con­fas­so­cia­zioni nell’appello «Non siamo i ban­co­mat dello Stato». Nel frat­tempo con­ti­nua anche la bat­ta­glia con­tro l’aumento dell’aliquota al 29,72% per auto­nomi e pre­cari iscritti alla gestione sepa­rata Inps (i twee­tstorm con l’hashtag #DicaNo33).

Sebastiano Di Mauro
22 dicembre 2014

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