Agenzia delle Entrate: con la tracciabilità dei pagamenti addio scontrino fiscale

Agenzia delle Entrate: con la tracciabilità dei pagamenti addio scontrino fiscale

agenzia-delle-entrate_L’attuazione di una maggiore tracciabilità dei pagamenti consentirà l’abolizione dello scontrino fiscale. Ad annunciarlo è il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, in un dibattito sulla lotta all’evasione in corso alla Camera.
«In prospettiva – ha spiegato la Orlandi – l’attuazione della completa tracciabilità comporterà l’abbandono di alcuni strumenti risultati inefficaci (come i misuratori fiscali e le ricevute fiscali), con minori oneri per le imprese ed il progressivo abbandono di controlli massivi sul territorio da parte dell’amministrazione finanziaria».

Illustrando le novità previste dalla legge di stabilità su ravvedimento operoso e dichiarazione integrativa, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha affermato che l’Amministrazione finanziaria metterà a disposizione dei contribuenti i dati in proprio possesso acquisiti, direttamente o indirettamente, mediante le diverse banche dati. Il fine è quello di mirare «all’autocorrezione del contribuente e concentrare il contrasto alle frodi e ai contribuenti meno collaborativi».
La Orlandi ha aggiunto che la delega fiscale «comporta la revisione del sistema tributario, con l’obiettivo di trovare delle soluzioni di semplificazione, e mira a favorire la ripresa dell’economia ponendo le basi per il miglioramento del rapporto di fiducia tra Fisco e contribuenti».

E sul contrasto all’evasione: «Non bisogna solamente mirare a recuperare risorse, ma anche a dare risposte alla sempre più diffusa e pressante esigenza di legalità ed equità che viene dal Paese. La condivisione da parte dei cittadini della strategia fiscale rappresenta l’unica strada percorribile per un recupero stabile del tax gap».

Secondo il Direttore dell’Agenzia delle Entrate occorre «modernizzare gli studi di settore in funzione del rafforzamento della “compliance” e di una diversa e moderna relazione tra Fisco e contribuenti per ricostruire un rapporto di fiducia. Studi di settore profondamente rinnovati possono rappresentare un efficace strumento per indicare preventivamente il potenziale risultato, anche fiscale, che deriva dall’impiego dei fattori della produzione».

Giuseppe Ferrara
10 novembre 2014

 

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