Successioni, fisco “ostile” alle holding
“Pronuncia eccessivamente penalizzante per la categoria delle holding, che rivestono
un ruolo centrale nella crescita delle aziende e del tessuto economico e produttivo italiano”.
In questi termini lo staff tecnico di Assoholding ha commentato l’interpello 552/2021 delle Entrate che essendo chiamata a pronunciarsi sul tema delle successioni d’impresa ha escluso l’esenzione fiscale in quanto l’unico asset della società oggetto di donazione era una partecipazione di cui il richiedente
non aveva il controllo.
Assoholding da parte sua ha subito espresso il proprio dissenso all’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate richiamando anche le anticipazioni della circolare sui Pir.
“L’Agenzia delle Entrate – chiariscono dall’Associazione delle società madri – accogliendo una osservazione di Assoholding conferma che gli investimenti indiretti effettuati attraverso la capogruppo che svolge attività finanziaria sono ammissibili a patto che rispettino i limiti previsti dalla normativa sui Pir”.
Un’apertura, questa delle Entrate sulle holding Pir che stride con il tenore della pronuncia contenuta nell’interpello 552/2021 che secondo Assoholding meritava di rimanere confinata alla specifica fattispecie e non generalizzare, come avrebbero fatto secondo l’Associazione le Entrate, rendendo inefficace l’esenzione in presenza di un patto di famiglia che abbia ad oggetto il trasferimento di una holding.
A conferma di una pronuncia considerata restrittiva arriva netto il commento tecnico di Barbara Cortese, Segretario Generale dell’Associazione delle holding: “sarebbe utile chiarire – afferma Cortese- il ruolo delle holding merchant bank con una missione aziendale finalizzata all’acquisto e rivendita di partecipazioni stabili con la sostanziale detenzione di capitali di minoranza ma strategici per lo sviluppo e il mantenimento di tutte le occupate”.
Difficile secondo il Segretario Generale affermare che la holding non possieda un’azienda anche nel “rispetto di una storia secondo cui le merchant bank hanno svolto attività economica e finanziaria addirittura sotto il controllo di Banca D’Italia”.




