Pensioni ed esodati: a settembre le riforme

Pensioni ed esodati: a settembre le riforme

ITALY-BELGIUM: LETTA MEETS DI RUPOIl Consiglio dei Ministri ha in programma una revisione della c.d. “Riforma delle Pensioni” attuata dal Governo Monti e dal ministro Elsa Fornero. Dopo l’estate, il Governo Letta darà l’accelerata decisiva per apportare modifiche significative all’attuale sistema pensionistico, con una particolare attenzione alle pensioni anticipate.
A settembre, ha dichiarato il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, il Governo proporrà alcune modifiche che consentiranno di introdurre una maggiore flessibilità in uscita, con la possibilità di un pensionamento anticipato (prima dei 66 anni) a fronte di una penalizzazione economica.

La pensione anticipata potrebbe anche portare alla soluzione di questioni critiche, quelle per le quali non dovessero risultare sufficienti gli accorgimenti a cui il Governo sta pensando, tra i quali un rafforzamento ed un prolungamento della cassa in deroga, della mobilità e dei sussidi di disoccupazione.

Per compensare il mancato gettito, il Governo potrebbe decidere di bloccare, per le pensioni che superano una certa soglia, l’indicizzazione al costo della vita. Tale soluzione dovrebbe evitare un’eccessiva penalizzazione di coloro che ricevono mensilmente una pensione già di per sé esigua, permettendo comunque il raggiungimento dell’obiettivo di riequilibrare le finanze pubbliche.
Si tratta «di decine o alcune centinaia di milioni» ha precisato il ministro Giovannini, un «meccanismo già in atto ma che potrebbe essere ritoccato ulteriormente».

Particolare attenzione verrà posta sui giovani, ai quali saranno destinati 800 milioni di euro, concentrati soprattutto sui cosiddetti “neet“, i giovani che non lavorano e non studiano.
A detta del ministro Giovannini, il bonus assunzioni concesso alle aziende che assumono giovani ha trovato poche adesioni a causa dell’eccessiva disinformazione: «Non è stato compreso che per usufruirne bastava rispettare anche uno solo dei requisiti, non tutti allo stesso tempo. Bastava non avere un lavoro regolarmente retribuito da almeno sei mesi, un diploma, o familiari a carico».

Infine, con riferimento alla questione degli esodati, il sottosegretario al Lavoro, Carlo Dell’Aringa, ha ricordato la portata di tale problema: «come ha detto il presidente del Consiglio, c’è da affrontare il tema degli esodati; sono 140mila e devono andare in pensione con le vecchie regole. E bisogna vedere se ci saranno altri gruppi di possibili esodati. Poi è necessario pensare a tutti coloro che hanno perso il lavoro dopo la Riforma Fornero e che sono lontani dalla pensione. Per tutti costoro vanno pensate politiche di invecchiamento attivo, con incentivi alle imprese perché possano trattenerli».

Giuseppe Ferrara
2 luglio 2013

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