Decreto Crescita: le novità fiscali per le imprese

Decreto Crescita: le novità fiscali per le imprese

Il Decreto Crescita, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 aprile 2019, prevede significative novità in materia fiscale.

In dettaglio, la “mini IRES“, ossia lo sconto di 9 punti percentuali dell’aliquota IRES (dal 24 al 15%) sugli investimenti in beni strumentali e in nuove assunzioni introdotta con la Legge di Bilancio 2019, è sostituita da una nuova aliquota IRES agevolata. In base all’articolo 2 del Decreto, l’imposta sul reddito delle società può ora essere applicata sul reddito d’impresa dichiarato da società ed enti, fino a concorrenza dell’importo corrispondente agli utili di esercizio accantonati a riserve diverse da quelle di utili non disponibili, nei limiti dell’incremento di patrimonio netto, in misura ridotta al 22,5% per l’anno di imposta 2019, al 21,5% per il 2020, al 21% per il 2021 e al 20,5% dal 2022.
Per incremento del patrimonio netto deve intendersi “la differenza tra il patrimonio netto risultante dal bilancio d’esercizio del periodo d’imposta di riferimento, senza considerare il risultato del medesimo esercizio, al netto degli utili accantonati a riserva, agevolati nei periodi d’imposta precedenti, e il patrimonio netto risultante dal bilancio d’esercizio in corso al 31 dicembre 2018, senza considerare il risultato del medesimo esercizio”.

L’art. 3 del Decreto prevede altresì l’aumento di dieci punti percentuali (dal 40% al 50%) della deducibilità dell’IMU sugli immobili strumentali dal reddito d’impresa e da quello di lavoro autonomo per il 2019. Percentuale che sarà incrementata al 60% per il 2020 e 2021 e al 70% a decorrere dal 2022.

Modificate anche le procedure applicative del “Patent box“: viene accantonato il sistema procedurale che prevedeva, in specifici casi, la presentazione di un’apposita istanza all’Agenzia delle Entrate finalizzata alla preventiva determinazione dell’ammontare del benefico (il c.d. “ruling”). La finalità è quella di semplificare l’applicazione del regime permettendo di usufruire dell’agevolazione direttamente in dichiarazione.

Infine, con riferimento alla “nuova Sabatini”, è stabilita l’erogazione del contributo in un’unica soluzione (al posto delle sei finora previste); il tetto massimo del finanziamento ammesso al contributo è innalzato da 2 a 4 milioni di euro, mentre una semplificazione procedurale prevede che le erogazioni dei contributi avvengano sulla base delle dichiarazioni rilasciate dalle imprese.

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