Bonus ricerca e sviluppo: chiarimenti sul calcolo per le operazioni straordinarie

Bonus ricerca e sviluppo: chiarimenti sul calcolo per le operazioni straordinarie

Nuovi chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate sul credito d’imposta per ricerca e sviluppo. Con la circolare n. 10/E pubblicata in data 16 maggio 2018, l’Agenzia passa in rassegna le principali casistiche delle operazioni straordinarie che possono interessare le imprese, indicando i criteri per la corretta determinazione del suddetto credito d’imposta (che, si ricorda, si applica per i sei anni dal 2015 al 2020). In particolare, il documento fornisce soluzioni applicative in relazione alle problematiche che possono sorgere nell’ipotesi in cui i beneficiari del credito siano interessati da operazioni straordinarie, quali trasformazioni, fusioni, scissioni e conferimenti.

Va subito precisato che, data l’obiettiva incertezza della normativa di riferimento, l’Agenzia delle Entrate afferma che sono tutelate le imprese che, avendo applicato criteri interpretativi diversi da quelli ora indicati, hanno ottenuto un beneficio maggiore o minore rispetto a quello spettante in base a quanto precisato dalla nuova circolare. Da un lato, dunque, nessuna sanzione deve essere applicata nel caso in cui una parte del credito sia stata indebitamente utilizzata in compensazione per effetto di un calcolo effettuato utilizzando soluzioni interpretative diverse da quelle indicate nella circolare; dall’altro lato, nell’ipotesi in cui il credito effettivamente spettante risulti maggiore di quanto in precedenza calcolato, le imprese, che sono comunque tenute a presentare una dichiarazione integrativa a favore, possono utilizzarlo in compensazione.

La circolare, oltre ad illustrare numerosi esempi pratici (relativi, come anticipato, alle trasformazioni, alle fusioni, alle scissioni e ai conferimenti d’azienda), individua nei seguenti elementi i principi di carattere generale alla base delle regole di calcolo:

– l’autonomia della disciplina agevolativa rispetto all’ordinaria disciplina di determinazione del reddito d’impresa;

– l’autonomia dei singoli periodi di imposta;

– il ragguaglio alla durata dei periodi di imposta dei parametri rilevanti ai fini del calcolo del bonus (importo minimo degli investimenti; tetto massimo annuale; media storica di riferimento).

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