Napoli: disastro ambientale. Sotto sequestro ” Bagnoli Futura.” Indagate 21 persone

Napoli: disastro ambientale. Sotto sequestro ” Bagnoli Futura.” Indagate 21 persone

bagnoli1Blitz dei Carabinieri di Napoli e del Noe, che su disposizione della Procura di Napoli, hanno sequestrato l’intera area  degli ex complessi industriali Italsider ed Eternit. L’ipotesi  è di disastro ambientale di tutta la zona, con particolare riferimento alla colata a mare. Tra gli indagati ci sono 21 persone ed ex manager della società ” Bagnoli Futura, ” incaricata di eseguire i lavori di bonifica che sono costati 107 milioni di euro e che, secondo la Procura, solo virtualmente sono stati realizzati. Nella vicenda, spiccano i nomi di Sabatino Santangelo, presidente di Bagnoli Futura fino al 2006, Rocco Papa, presidente della società dal 2006 al 2010 ed entrambi vice sindaci di Napoli nell’amministrazioni comunali guidate da Rosa Russo Iervolino.Tra le altre persone indagate figurano anche: Carlo Borgomeo, direttore generale di Bagnoli Futura, dagli anni 2002 al 2007, Mario Hubler, direttore generale e legale rappresentante della società nel periodo 2007 – 2012, Alfonso De Nardo, dirigente del Dipartimento provinciale dell’Arpac di Napoli negli  anni che vanno dal 2005 al 2010, Gianfranco Caligiuri, direttore tecnico della Bagnoli Futura e responsabile della pianificazione e dello svolgimento della bonifica, Teresa Celano, responsabile area ambiente della Provincia e un ex direttore generale del Ministero dell’Ambiente. La triste vicenda non è nuova anche perchè  in un’intervista rilasciata in esclusiva il 14 marzo al nostro quotidiano ” duerighe” l’attuale custode dell’area, Omero Ambrogi, aveva spiegato dubbi, incertezze e pericoli derivanti dall’inquinamento provocato dalla mancato completamento della bonifica, e la scoperta  di una grande quantità di materiale inquinante, in particolare amianto miscelato a terreno. L’inchiesta dei pm, scaturite da una denuncia di una donna vissuta sempre nella zona di via Cavalleggeri d’Aosta e ammalatasi in seguito di tumore, hanno inoltre accettato  pericoli per l’ambiente e per l’uomo derivanti dallo sversamento in mare di pericolosi inquinanti cancerogeni proveniente da altre fonti.

I tecnici avrebbero rilevato, in particolare sottoterra, nell’area del Parco dello Sport, un notevole quantitativo di residui metallici molto pericolosi per la salute dei cittadini. L’interramento sarebbe avvenuto in un fine settimana di ottobre, risalente oltre cinque anni fa.

Luigi Rubino

12 aprile 2013

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