Dopo il rogo a Citta’ della Scienza: Intervista esclusiva a Omero Ambrogi, presidente di ”Bagnoli Futura”

Anni di promesse, illusioni, progetti non portati a termine: Bagnoli certamente non dimenticherà l’incendio a “Città della Scienza”, anche perché non ha mai dimenticato i 20 anni di speculazioni, devastazioni del litorale flegreo e una bonifica mai fatta. Molto denaro pubblico è stato realmente bruciato nel corso degli anni e nessun posto di lavoro o spazio accessibile è stato dato agli abitanti del quartiere e alla città di Napoli.

 

Sulle ceneri di “Città della Scienza” bisogna però ripartire. Come? 2duerighe ha intervistato in esclusiva Omero Ambrogi, presidente di Bagnoli S.P.A, Società  di Trasformazione Urbana (STU) nata nel 2002 per iniziativa del Comune di Napoli, che ha l’obiettivo di realizzare gli interventi di trasformazione urbana previsti dal PUE Bagnoli- Coroglio.

Presidente secondo lei, che è anche un  ex magistrato, chi ha potuto incendiare “Città della Scienza”?

Non è facile rispondere a questa domanda. Lasciamo fare alla Magistratura. Vedremo. Come semplice cittadino, e poi le indagini mi potrebbero smentire, non credo che ci sia in atto una strategia della camorra.

Presidente, perché i lavori della bonifica sono fermi e quando avverrà la definitiva riqualificazione del litorale?

Preciso subito che “Bagnoli Futura” ha finora portato avanti il 60% della bonifica prevista per il litorale, da Coroglio a Pozzuoli. I lavori sono fermi, perché rispetto al piano di bonifica elaborato anni fa, è stato appurato che, nell’area interessata ai lavori, sono presenti giacimenti di amianto superiore alla percentuale di tollerabilità prevista per la salute dei cittadini. Con lo smantellamento delle vecchie strutture industriali, si è scoperto che questa grande quantità di “veleno” non è stato mai rimosso, ma nascosto in loco, sottoterra con la conseguenza che il piano di bonifica elaborato in precedenza non è stato portato a termine anche a causa della crisi economica che attanaglia il nostro Paese. 

 A questo punto, ci sono rimedi?

La riqualificazione del territorio può avvenire attraverso un vero dibattito che tenga in considerazione due aspetti fondamentali cioè la salute dei cittadini e la salvaguardia dell’ambiente. Le domande che mi pongo comunque sono due: E’ vero che per garantire la salute è necessario rimuovere totalmente la colata a mare? E’ vero che una rimozione parziale dell’amianto lungo la costa potrebbe mettere in serio pericolo la vita dei cittadini. Certezze, finora non ce ne sono…

 

Luigi Rubino

14 marzo 2013

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