Napoli: boato alla Riviera di Chiaia. Crolla un’ala di un palazzo. Miracolo: nessuna vittima

Ore 10,00 Riviera di Chiaia: un grande boato, poi  il terrore. Tutto pensavamo ad un terremoto o ad una esplosione, invece dopo pochi minuti all’angolo con via Arco Mirelli è il caos. Polvere, terreno, grossi macigni vengono giù in grande quantità. Un’ala dell’edificio al civico 72 crolla. Si pensa immediatamente che sotto le macerie ci possano essere delle persone, invece, per fortuna non ci sono vittime. Sul posto accorrono immediatamente Polizia, Carabinieri, Vigili del Fuoco, autoambulanze della Croce Rossa, Polizia Municipale. Si cerca di scavare e spostare in un primo momento le pietre con le mani per accertarsi se sotto le macerie ci siano dei feriti anche con l’aiuto di unità cinofile. Il panorama della tragedia nel frattempo è allucinante, quasi surreale. Un auto dei vigili urbani, che si trovava lì in sosta per una verifica, è stata distrutta dalla pioggia di detriti caduti dall’ala del palazzo. Qualche danno ha avuto anche un autobus senza passeggeri che in quel  momento stava transitando in zona. Soccorso dal  118 dell’Asl, l’autista del mezzo per precauzione è stato trasportato in ospedale.

Una delle inquiline del palazzo al momento del crollo si trovava sotto la doccia, ma è riuscita a salvarsi, mentre si verificava, a pochi metri il crolllo dell’altra stanza. La donna Carla Travierso è ora ricoverata sotto choc  in ospedale. Evacuate le scuole e i palazzi circostanti. Transennnata l’intera zona, mentre le linee dei mezzi pubblici provenienti dai quartieri Posillipo e Fuorigrotta riducono le loro corse, limitando piazza Sannazzaro, mentre sul versante opposto i mezzi pubblici sono costretti a concludere la corsa in piazza Vittoria. Secondo i tecnici, il crollo sarebbe stato provocato da infiltrazioni d’acqua e fango che hanno formato una falda acquifera proprio in prossimità del palazzo a due passi dal cantiere dove sono in corso i lavori per la costruzione della nuova linea 6 della Metropolitana. Le cause del crollo comunque potrebbero essere molteplici: le continue vibrazioni dovuti agli scavi nei pressi del cantiere, l’accumulo e  il conseguente blocco di acqua al di sotto del palazzo e il continuo movimento di auto in zona. Sul posto si è recato anche il sindaco di Napoli, De Magistris, il quale è stato contestato da alcune residenti ” Non so quando  ora rientremo a casa. Certamente ho paura – ci dice Carmen, che al momento del crollo si trovava per fortuna in palestra e che per precauzione è stata allontanata dalla sua abitazione  Spero che presto io  possa entrare in casa per prendere almeno le cose necessarie. Ho dei bambini. Questa  tragedia era prevedibile, perchè per fare la Metropolitana hanno scavato più del dovuto, caricando il peso del traffico sulla Riviera di Chiaia. Se non fanno le verifiche non possiamo più rientrare in casa. Sono nata in questa palazzo e vivo con il resto della famiglia e i miei genitori da anni. Ora sarò costretto a dormire a casa di mio fratello.”

servizio di Luigi Rubino

4 marzo 2013

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