Napoli: autisti Anm nominati scrutatori. La gente protesta: ” Il compito di scrutatori va affidato solo ai disoccupati e non a gente che già lavora”

Non solo il servizio è precario da tempo, ma ci voleva anche che gli autisti lasciassero il loro sicuro posto di lavoro per andare a fare gli scrutatori.  La lamentela parte dai cittadini di Napoli, ma la legge, sbagliatissima, purtroppo lo consente.  A pagare è sempre la fascia più debole di persone,  costretti ad aspettare per ore l’arrivo di un bus o servirsi, per forza maggiore di un auto per gli spostamenti in città. L’Anm, dice che tutto è regolare. In città, fa sapere la direzione dell’azienda trasporti, sono sopresse per il periodo elettorale alcune linee, soprattutto nella zona occidentale della città che servono l’utenza dei quartieri di Pianura, ( C11 – C 14), Soccavo e Agnano ( C7). Chiusa la linea 6 del “metro”  che collega Mergellina a Fuorigrotta. Il problema , sostengono i dirigenti dell’azienda, riguarda tutto il territorio nazionale e non solo Napoli.

Sarà vero però non è possibile che 300 autisti lasciano un servizio pubblico per andare a fare gli scrutatori. “Da quando sono in servizio e fra poco andrò in pensione, ci dice un autista che, oggi domenica è regolarmente al suo posto di lavoro –  non mi sono mai permesso di lasciare l’azienda e andare a fare lo scrutatore.” Il servizio è gia carente. I pullman si guastano in continuazione e a pagare non solo sono i cittadini, ma anche noi autisti stressati come non mai dalla vita che facciamo in strada, sui mezzi pubblici con persone che, giustamente, non vogliono sentire ragioni.” “Gli autisti dell’ Anm, come tanti altri operai o dipendenti pubblici che hanno già un posto di lavoro -ci dice una signora che aspetta il bus sulla fermata, così facendo, togliono qualsiasi possibilità a giovani e meno giovani disoccupati a guadagnare nel frattempo qualcosina per loro. “E’ solo egoismo- aggiunge  un’altra signora. Chi tanto, chi niente. E’ una guerra tra poveri, anche perchè siamo incontentabili. La legge poi non è giusta ed ecco che in paese definito civile e democratico accadono certe cose. Speriamo che la situazione cambi, soprattutto per coloro che veramente non riescono a vivere in maniera decente”. Occorrerebbe un controllo maggiore e non consentire che chi lavora togli quella piccola possibilità di guadagnare qualcosina a chi non ha effettivamente lavoro. Come? “Semplice – risponde Marco -. attingere le nomine dal collocamento e non su pressioni dei partiti o del solito sistema clientelare, che ruota intorno alla politica.”

servizio esclusivo di Luigi Rubino
24 febbario 2013

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