Strage di bufali nel Casertano

La Guardia Costiera ha rinvenuto numerose carcasse di vitelli e bufali nei pressi di un corso d’acqua e sequestrato due aziende zootecniche a Villa Literno. Ad uccidere gli animali potrebbero essere stati gli stessi allevatori. Rischi per l’ambiente.  

Raccapricciante scoperta della Guardia Costiera  della Capitaneria di porto di Napoli, che su disposizione della Procura di Capua Vetere, ha sequestrato due aziende zootecniche a Villa Literno, comune in provincia di Caserta. In un’area di 3.500 metri quadri di superficie, nei pressi delle aziende, sono stati trovati veri e propri escrementi di animali non smaltiti che , causa del terreno irregolare, finivano in un corso d’acqua fino al lago Patria.
Gli agenti, durante questa operazione, hanno rinvenuto anche carcasse di vitelli morti e piccoli maschi del bufalo di età inferiori a quindici giorni, alcuni dei quali senza vita ed altri agonizzanti, la cui carne, di questo animale,  non è utile per scopi commerciali.
Come consuetudine, tra gli allevatori della zona  si è soliti sotterrare, contravvenendo a misure igieniche e sanitarie, gli animali morti. Accade quindi  che i bufali maschi vengono direttamente uccisi perché non buoni alla riproduzione.

Non è da escludere – come riporta l’agenzia giornalistica “Geapress” – che tra le carcasse di animali annientati dagli allevatori, vi siano anche quelli uccisi, perché affetti da brucellosi. I responsabili della strage degli animali sono accusati di specifici reati ambientali e maltrattamenti di animali.

 

Gigi Rubino
18 genaio 2013

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