Napoli: Quanti studenti in corteo! Proteste, slogan contro il Governo: tutto condito da tanto…folclore

Anche gli studenti di Napoli e provincia hanno partecipato alla giornata di protesta nazionale  indetta su tutto il territorio nazionale, contro le decisioni del Governo e il decreto del ministro Aprea che penalizza la scuola. Diecimila o forse più i partecipanti alla manifestazione che  ha mandato in tilt la città per circa sei ore. 

 

Un primo corteo composto in gran parte da studenti medi, è partito intorno alle 10, 30 da piazza del Gesù, percorrendo via S. Anna dei Lombardi, piazza Carità, passando per piazza Matteotti per poi congiungersi intorno alle 12.00 in piazza Bovio con l’altro gruppo numeroso di manifestanti proveniente da piazza Garibaldi. 

In testa al gruppo, che sembrava un fiume in piena, un gruppo di operai della Fiat con furgoncino. Durante la manifestazione non sono mancati slogan, fumogeni e balli che hanno animato una mattinata serena in tutti gli aspetti, anche perché le forze dell’ Ordine si sono limitati a controllare  a distanza l’evolversi della situazione.  Numerosi gli striscioni dei vari istituti: ” Le nostre scuole non sono aziende. La scuola pubblica…non si vende” “Senza soldi, non suona la campanella” “L’arte non va imprigionata” Scuola privata? Un Corno. firmato 1° Liceo artistico di Napoli. ” Non ci faremo privatizzare”.  “Non ci avrete mai, come volete Voi”.  Altri ancora inneggianti  agli studenti liberi, fermati dalla polizia durante gli ultimi scontri a Roma. ” La scuola è nostra e la difendiamo hanno ribattuto più volte gli studenti.

“Questa manifestazione di oggi  è la dimostrazione che noi non ci tireremo indietro e continueremo a lottare con le buone e le cattive – ci dice Marco S. 17 anni liceale di Napoli. Le numerose occupazioni, che aumentano con il trascorrere dei giorni in città è il segnale che la lotta è appena iniziata e proseguirà in piazza nei prossimi giorni” – conclude lo studente. “Vogliamo edifici accoglienti e sicuri, una scuola non di classe, accessibile a tutti e spazi di autogestione per salvaguardare i nostri diritti e la democrazia” – aggiunge Rosella 18 anni. 

Gli studenti hanno portato in corteo anche una bara, simbolo della morte della scuola pubblica. Alla manifestazione hanno partecipato anche i Cobas con i loro striscioni rossi e scritte gialle. ” E’ necessario avviare una controriforma, in cui ci sia spazio di discussione tra studenti ed insegnanti per dar vita a un piano formativo unitario” precisa Alberto. La manifestazione si è poi conclusa dopo le 13 in via Caracciolo,  dove gli studenti hanno occupato Castel dell’Ovo, esponendo uno striscione contro le decisioni antipopolari  e di austerità decise dal governo Monti nei confronti della scuola.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

servizio dell’inviato Luigi Rubino
25 novembre 2012

 

 

 

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