Pompei dimenticata: nuovi crolli ma non cambia niente

Gli ultimi, eclatanti, crolli avuti a Pompei, i lavori annunciati dal governo non ancora partiti, i conti che restano in rosso e un sito archeologico che rimane a forte rischio: questo è il quadro generale di quello che sta succedendo a Pompei.
Siamo stati lì, uno degli addetti al controllo ci dice: “Nessuno se ne accorge ma a Pompei tutti i giorni avvengono crolli perché non c’è più manutenzione, prima c’erano squadrette di elettricisti, falegnami, restauratori che subito intervenivano oggi devi attendere che arrivi la ditta esterna, questo è il dramma che vive Pompei il sito archeologico più visitato del mondo”.

Il Presidente Mario Monti aveva dichiarato : “E’ necessario che il sito rimanga in piedi con lavori di qualità e in sicurezza per i lavoratori” . Per Pompei sono stati stanziati 105 milioni di euro, di cui 63 milioni stanziati dal governo, mentre altri 42 milioni provengono risorse europee e verranno investiti nei prossimi tre anni. Dalla data in cui sono stati inoltrati questi sovvenzionamenti sono trascorsi sette mesi: ancora nessun cantiere aperto, i primi interventi tra l’altro non saranno di manutenzione e messa in sicurezza delle zone accessibili ai visitatori ma riguarderanno il restauro della Casa del Criptoportico, la Casa di Sirico, ed in seguito quella del Marinario, quella delle Pareti rosse e la Casa dei Dioscuri, tutte domus che hanno subito infiltrazioni d’acqua. 
Una cattiva gestione da parte Ministero dei Beni Culturali ha causato a Pompei un calo d’immagine in tutto il mondo. Come ha detto il dipendente da noi intervistato una volta negli scavi c’erano squadrette di manutentori mentre oggi si ricorre all’ausilio di ditte esterne: basterebbe ripristinare di nuovo le “squadrette” assumendo cinquanta persone e si avrebbero costi ridotti per due milioni di euro quelli spesi proprio per pagare le ditte esterne; inoltre ciò garantirebbe più manutenzione e salvaguardia del patrimonio. Oggi, negli scavi di Pompei lavorano in 213 e i loro stipendi ammontano a circa 8,3 milioni di euro, pagati da Mibac, il ministero dei beni culturali, per il funzionamento e la manutenzione ordinaria viene utilizzato l’incasso di circa 19 milioni euro per 1,7 milioni di visitatori paganti, se Pompei fosse una azienda privata sarebbe già fallita da tempo. Certamente il paradosso di Pompei e che a il biglietto di entrata al sito è di 11 euro mentre per entrare al Moma di New York se ne spendono 15,50 euro: il dramma che Pompei è il sito più visitato al mondo ma non facciamo nulla per valorizzarlo.

Giovanni Cardone

8 novembre 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook