Napoli: autista dell’Anm assalita in via Epomeo da giovani delinquenti

La vittima dell’aggressione, una dipendente del servizio di trasporto pubblico della città, fortunatamente ferita solo leggermente ad un occhio..

Ennesimo atto di aggressione da parte di giovani delinquenti ad un’autista dell’Anm,( Azienda Napoletana Mobiltà). Questa volta ad essere presa di mira è Maria Piacevole,45 anni.
 
La donna guidava il suo automezzo in via Epomeo, quando ad un tratto un ragazzino ha iniziato a correre verso l’autobus, si è arrampicato dal lato della conducente e l’ha colpita in un occhio. Poi   è scappato via. A quel punto. il dolore all’occhio per Maria è diventato insopportabile, tanto che la mala capitata donna si è accasciata sullo sterzo.Immediatamente, attorno all’autobus, si è formato un sostanzioso gruppo di curiosi, ma anche soccoritori. Solo in un secondo momento sono arrivate le forze dell’ordine.

L’aggressione di Maria è una delle tante avvenute che capitano quasi quotidianamente ai dipendenti dell’Anm. Il direttore Paribelli è consapevole dei disagi degli autisti e dei passeggeri, i quali hanno sempre più paura di salire sui mezzi di trasporto pubblico.
 I mezzi dell’ Anm, ha affermato Paribelli, spesso sono presi come bersaglio dai piccoli criminali, i quali  li danneggiano anche gravemente, colpendoli con pietre tanto che gli autobus devono essere  costantemente  riparati, creando così anche grossi danni finanziari all’azienda.

 Maria Piacevole nei prossimi giorni incontrerà l’amministratore dell’Anm e spera fiduciosa che la giustizia possa fare il suo corso: «Fortunatamente non avrò danni permanenti all’occhio. Il dolore fisico passerà ma il male che mi hanno fatto dentro non svanirà mai. Questi ragazzini hanno agito per puro divertimento e li definisco “figli di nessuno”. Ma non li odio anche perché sono convinta che possono ancora essere salvati. Tornerò a bordo degli autobus molto presto, ma voglio essere tutelata. Noi autisti ci sentiamo come degli scudi davanti ai cittadini, Amo Napoli e non mi fermo».

Marialuisa Serpico
23 ottobre 2012

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