Napoli 17° edizione del Festival Internazionale di Film sull’Arte Contemporanea: intervista a Laura Trisorio

Napoli – Nell’incontrare Laura Trisorio, curatrice del festival presso lo Studio Galleria Trisorio di Napoli, ho avuto l’impressione di una donna piena di energia che ogni anno dà tutta se stessa per una manifestazione, che da anni coinvolge con la sua tutte le istituzioni del territorio. Una kermesse che parla di arte contemporanea attraverso il linguaggio cinematografico, che racconta l’artista e il suo vissuto: questa è la forza dell’idea della curatrice del festival, che con “fanciullesco” candore mi racconta il percorso del suo festival.

Quest’anno, per prima volta nella sua lunga storia, il vernissage d’inaugurazione si terrà al Teatro San Carlo di Napoli con l’artista tedesco Anselm Kiefer, il quale ha lasciato la Germania per trasferirsi in Finlandia e in seguito spostarsi nel Sud della Francia, dove ha installato il suo studio in un suggestivo labirinto, formato di tunnel sotterranei. Sarà presente anche il regista che ha firmato il documentario.
Giovanni Cardone: Un bilancio di questi diciassette anni di attività, come nasce questo festival dedicato all’arte contemporanea ?
Laura Trisorio: Ho sempre pensato all’arte come mezzo di comunicazione quando ho scoperto dei documentari sugli artisti diciassette anni fa. Erano straordinari, poco conosciuti, difficilmente accessibili, non avevano circolazione nei circuiti internazionali tradizionali dei cinema o delle televisioni. Mi accorsi subito della forza di questi filmati e sorse in me immediato il desiderio di poterli mostrare ai miei amici, agli amanti dell’arte, alla mia città. Così pensai ad una rassegna e chiesi ospitalità all’Istituto francese di Napoli che accolse la mia richiesta con entusiasmo. Era il 1996, avevo tanta energia e voglia di fare. Non mi aspettavo il successo che riscuotemmo da subito. La piccola sala dell’Istituto Grenoble con 300 posti a sedere era gremita di gente e, dopo tre edizioni, ci vedemmo costretti a traslocare in uno spazio più grande: un teatro che riuscisse a contenere il gran numero di spettatori che di anno in anno aumentava. Dai 500 posti del Teatro Sannazzaro, passammo poi ai 1000 del Mercadante, per approdare infine al Teatro Augusteo con i suoi 1400 posti che, in alcuni momenti, ancora non bastano. Per me è un’immensa gioia, una grande soddisfazione, il fatto che quest’anno il festival approda al Teatro San Carlo e poter dare al pubblico una giornata in più: non più tre giorni ma quattro giorni. Il vernissage augurale verrà fatto al Teatro San Carlo poi si ritornerà al Teatro Augusteo, sempre con l’ingresso gratuito. Questo è uno degli aspetti fondamentali del festival, che dà la possibilità a tutti di partecipare.
Il festival è inoltre uno strumento per conoscere il mondo dell’arte e degli artisti dall’interno; un’occasione rara per sentirli parlare del loro lavoro, entrare nei loro atelier, vederli all’opera mentre preparano una mostra. Sono molto contenta che il festival sia cresciuto così tanto e mi ha emozionato molto ricevere anche quest’anno, per la quinta volta consecutiva, una medaglia dal Presidente della Repubblica, che ha definito Artecinema “uno degli appuntamenti culturali di maggior rilievo del territorio campano e nazionale”
Giovanni Cardone: Come avviene la preparazione del festival come selezionate i film da presentare? Seguite altri festival internazionali oppure avete collaborazioni con gallerie, istituzioni e fondazioni?
Laura Trisorio: Guardi da quando è nato il festival seguo personalmente gli altri festival internazionali, ma grazie al mio lavoro di gallerista sono spesso in giro per il mondo e ho l’occasione di parlare direttamente con gli artisti e i registi. Inoltre, le case di produzione che ormai conoscono il festival, ci inviano direttamente i documentari e mi tengono sempre aggiornata sulle loro produzioni recenti.
Giovanni Cardone: Quali sono le istituzioni che sostengono questa kermesse, visto le difficoltà economiche del momento?
Laura Trisorio: Ormai questo momento di crisi lo viviamo giorno per giorno e penso che l’arte e la cultura sono quelle più tartassate. Io come curatore del festival mi ritengo fortunata, ma nel contempo sono convinta che oggi c’è bisogno di spirito d’iniziativa. Questo festival lo dimostra anno per anno, sperando sempre di dare alla città di Napoli e tutta l’Italia la risposta che ci dà il pubblico che ci segue. Le istruzioni vengono date dopo file interminabili, fatte di anticamere agli assessorati e ai ministeri. Oggi però siamo orgogliosi di dire che sostengono il festival: la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Presidenza Senato della Repubblica, il Ministero per Beni e le Attività Culturali, il Ministero per lo Sviluppo Economico, la Provincia di Napoli, Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico – Artistico ed Etnoantropologico per Napoli e  Provincia, la Soprintendenza Archivistica per la Campania, il Consolato Generale degli Stati Uniti d’America, l’Università per gli Studi di Napoli “Federico II”, l’Accademia delle Belle Arti di Napoli, la Fondazione Internazionale per gli Studi Superiori di Architettura, in collaborazione con l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, il Goethe Istitut, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali- Direzione Generale per il Cinema, il Comune di Napoli – Assessorato alla Cultura.
Giovanni Cardone: Quali saranno gli ospiti di questa 17° edizione?
Laura Trisorio: Si potranno vedere filmati dedicati a Ai Weiwei, artista cinese tra i più influenti e attivista per i diritti umani, arrestato nel 2011, recluso in una località segreta e liberato solo dopo ottanta giorni con limitata libertà di parola e movimento; a Anselm Kiefer, ripreso al lavoro nel suo studio nel sud della Francia dove ha realizzato un suggestivo labirinto di architetture collegate da tunnel sotterranei; al progetto di arte pubblica Grrr Jamming Squeak dell’artista Paola Pivi che ha impiantato a Rotterdam per un anno un vero e proprio studio di registrazione gratuito in cui i visitatori potevano comporre performance musicali utilizzando versi di oltre 100 animali; alla toccante storia di Ion Barladeanu, un clochard rumeno che viene scoperto come artista all’età di 62 anni, trasformando completamente la sua vita; agli artisti iracheni che nel 2011, per la prima volta, hanno potuto partecipare alla Biennale di Venezia, fra cui Halim Al Karim sopravvissuto per 3 anni in una buca nel deserto durante la guerra Iran-Irak. Inoltre, filmati su Gerhard Richter, Roman Opalka, Bernar Venet, Marina Abramović, Kimsooja, Giancarlo Neri, Daniel Buren, Piet Mondrian, Charlemagne Palestine; sugli artisti britannici Damien Hirst, Tracey Emin, Grayson Perry, Marc Quinn, Gavin Turk, Mat Collishaw, David Bailey; sull’artista olandese Marjan Teeuwen, la giapponese Tabaimo, il nigeriano El Anatsui, gli architetti John Portman, Santiago Calatrava, Diller Scofidio + Renfro, i fotografi Bert Stern, Andreas Gursky e David Douglas Duncan.
Giovanni Cardone: Vedo che gli artisti italiani in gara sono pochissimi?
Laura Trisorio: Guardi che non è colpa degli artisti, ma delle produzioni italiane. Una volta c’era la Rai che produceva, oggi invece non lo fa più e gli artisti sono costretti a rivolgersi a produzioni estere.

di Giovanni Cardone

4 ottobre 2012

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