Prima edizione a Napoli del Festival del giornalismo giovane

Napoli – Si è svolta a Napoli presso il PAN – Palazzo delle Arti di Napoli la prima edizione del Festival del Giornalismo Giovane dal 21 al 23 settembre 2012 , con l’Adesione del Presidente della Repubblica, con il Patrocinio del Comune di Napoli, in collaborazione con: Youth Press Italia, European Youth Press, Ordine dei Giornalisti – Campania, Rai News , Corriere della Sera, Corriere del Mezzogiorno, Radio Capri. In questa tre giorni sono intervenuti : Luigi De Magistris Sindaco di Napoli, Antonella Di Nocera, Assessore alla Cultura di Napoli, Ottavio Lucarelli Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania. Tantissimi sono stati gli ospiti alla kermesse tra cui Pino Scaccia Giornalista del TG1, che ha portato la sua esperienza come inviato di frontiera.

Il Giovane Presidente di Youth Press Italia Simone d’Antonio ci dice: “ Siamo contenti che la prima edizione si sia svolta nella città di Napoli terra di cultura, quando abbiamo iniziato questa avventura a giugno mettendoci in contatto con l’assessorato alla cultura del comune di Napoli, nemmeno noi credevamo di questo grande riscontro avuto oggi con l’arrivo di tantissimi giovani desiderosi di capire che cos’è il giornalismo oggi, che evoluzione sta avendo  questo mestiere che non ha più grandi maestri , dato che l’editoria  e al tramonto”.  Tra gli ospiti più illustri del festival Pino Scaccia che ha raccontato la sua esperienza come inviato e per quale motivo lui era divenuto giornalista. Dicendo: “nell’ultimo incontro che ho avuto con Ettore Menabò editore, si è dichiarato l’ultimo dei  mohicani, invece ha voi ragazzi dico, che dovete essere i nuovi apache. Io penso che voi giovani giornalisti vi dovete confrontare prima con voi stessi, poi con le nuove tecnologie e con la crisi economica globale. Da questo punto poi possiamo parlare di fare il giornalista, dipende in che modo , io per trentatre anni ho pensato come raccontare la notizia, ecco perché ho avuto la fortuna di girare tutto il mondo.  Questo mi ha permesso di capire come arrivare prima degli altri sulla notizia, studiando le fonti il posto e in un paio di minuti per ideare un pezzo e la messa in onda, questo e fare l’inviato da Kabul , Iraq, Ucraina e dall’Aquila. Adattarsi al loro modo di vita, dormire per terra come dormono gli iracheni, oppure arrivare in Somalia,  lottando contro la direzione generale il perché raccontare questa storia così drammatica. Oggi a mal in cuore vi dico che non vi sono più grandi maestri come diceva, il grande Indro Montanelli per fare il giornalista ci vuole il dieci per cento di tecnica e di talento e il resto tanto lavoro. Guardando oggi la televisione noto che i  tanti colleghi più giovani  non fanno notizia ma cercano il gossip,  perché hanno avuto cattivi maestri, confido molto in voi sperando che voi siate liberi nel raccontare una notizia,  ma purtroppo l’editoria televisiva italiana è massificata, il dramma sta nel nascondere l’accaduto, questo è grave perché il giornalista dovrebbe avere la libertà di opinione e di azione”.

Il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris invece ha detto:  “Vi ringrazio di essere qui oggi, perché vuol dire che il giornalismo ha ancora un ruolo fondamentale nel nostro paese, anche se tantissimi giovani giornalisti vengono sottopagati, ricordo quando ero magistrato in Calabria conoscevo giovani vostri colleghi che mi intervistavano e nel contempo mi raccontavano che prendevano un euro al pezzo e molte volte venivano presi di mira dalle cosche mafiose. Il mio ricordo va a Giancarlo Siani che anch’egli è stato giovane cronista precario che però avuto la forza di non girarsi dall’altra parte facendo il suo dovere fino in fondo.”

Giovanni Cardone

23 settembre 2012  

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