JUSTIN PEYSER IN MOSTRA A NAPOLI DIASPORA….ALLA DERIVA II

Napoli –  Nella conferenza stampa tenutasi presso il Museo Civico del Castel Nuovo Maschio Angioino ho incontrato l’artista newyorkese che attraverso le sue sculture è stata in grado di incantare l’intera città di Napoli a tal punto che  nel tempo di record di neanche sette giorni è stata allestita una doppia mostra.

La prima svoltasi al Maschio Angioino e la seconda al PAN – Palazzo delle Arti di Napoli , hanno visto l’incontro tra l’antico e il moderno “formula” mai usata prima d’ora e dimostratasi indubbiamente come vincente.

Durante la conferenza stampa sono intervenuti: Scialom Bahbout  – Rabbino Capo Comunità Ebraica di Napoli, Antonella Di Nocera – Assessore alla Cultura del Comune di Napoli e Francesca Pietracci Storica dell’Arte. Nel corso dell’evento si è parlato della diaspora ebraica, come metafora di un momento delicato per il mondo.

Io sono arrivato alle 10.30, mezza ora di anticipo dato che la conferenza iniziava alle undici, mentre mi sono fatto indicare dal custode la sala, con gentilezza lui mi ha accompagnato dicendomi: “Dott….cheste è sala”, io lo ho ringraziato ma nel contempo, dopo pochi minuti, vedo arrivare due persone di mezza età che mi vengono incontro, con grande gentilezza dicendomi lei è della stampa, e gli rispondo si, io sono la suocera di Justin e affacciandosi  ad una finestra lo chiama e lui sale, mi viene incontro e scopro un uomo di grande spessore culturale che con grande umiltà, si è fatto intervistare ascoltando attentamente le mie domande.

Giovanni Cardone: Com’è nata questa mostra e perché Napoli?

Justin Peyser: Mia moglie è di origine italiana amo l’Italia e in particolar modo Napoli che mi ha dato tanto sia in termini di accoglienza che amicizia. Questa mostra è nata in meno di una settimana, ecco la bellezza di questa città e dell’Italia. Quando qualcosa si vuole fare e vien fatta con amore tutto riesce al meglio in tempi incredibili.

Giovanni Cardone: Lei nasce come architetto urbanistico, ma vedo che lei crea delle opere meravigliose, unendo pittura e scultura?

Justin Peyser: Attraverso le mie istallazioni o sculture in metallo e in ferro cerco di creare momenti che mi portino oltre, visto che l’arte è ricerca e sperimentazione, io cerco l’unione delle arti per far si che il mio messaggio venga ben recepito, e nel contempo amo sperimentare nuovi linguaggi.

Giovanni Cardone: Che messaggio vuole lasciare con questa doppia- mostra?

Justin Peyser: Non c’è messaggio c’è solo un’artista che ha voluto sperimentare cose nuove come vedrà, unire il percorso archeologico-medievale di questo bellissimo castello, dove attraverso la pavimentazione si riflette la grandezza della storia, il passato sempre presente, con le mie istallazioni in ferro che si uniscono al linguaggio avendo rispetto del luogo che ci ospita, mentre al PAN sarà diverso li ci sarà l’esplosione del contemporaneo, il ritorno al presente.  

In questa intensa giornata di arte e di cultura ho intervistato anche il promotore dell’evento il Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Napoli Scialom  Bahbout.

Giovanni Cardone: Prof. Bahbout che cos’è la Diaspora e come nasce?

Scialom Bahbout:  La diaspora ebraica è la dispersione del popolo ebraico nel mondo. Ha origine prevalentemente in due distinti momenti della storia. Il primo evento storico risale alla conquista di Gerusalemme da parte dei babilonesi nel 587 a.C. e alla conseguente deportazione della popolazione ebraica a Babilonia. Nel corso della “cattività babilonese” gli ebrei completano la redazione delle norme rabbiniche ( “Talmud babilonese” ). Il secondo evento storico è datato 135 d.C. quando i romani decidono di reprimere le continue ribellioni del popolo ebraico all’autorità dell’impero romano con la distruzione della città di Gerusalemme ed il divieto agli ebrei di risiedere in Palestina. Ciò causa la migrazione forzata degli ebrei in altre terre lontane, dal Nord Africa alla Spagna, dai Balcani al Caucaso. Il provvedimento romano è alla base di tutte le persecuzioni subite dal popolo ebraico nella sua storia fino all’olocausto nazista del Novecento. Al termine della Seconda Guerra Mondiale l’ONU ha riconosciuto agli ebrei il diritto di tornare in Palestina per fondarvi lo Stato d’Israele. Ciò ha tuttavia causato la ribellione delle popolazioni locali arabe che, d’altra parte, chiedono il riconoscimento dello Stato della Palestina. La questione è attualmente uno dei problemi di politica internazionale più complessi del mondo contemporaneo. Per un ebreo sentirsi in esilio è un’esperienza che si diversifica da persona a persona, ma l’esilio come esperienza che tocca un’intera collettività è  un fenomeno specifico soltanto di alcuni popoli e di alcuni etnie.

Giovanni Cardone: Prof. Bahbout che connubio ha la diaspora con l’arte?

Scialom Bahbout: L’arte è un mezzo di comunicazione importante, in questo caso permette di capire a chiunque cos’è la diaspora, che deve tramutarsi in un messaggio positivo per l’umanità.

Giovanni Cardone
11 settembre 2012

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