Napoli: cercasi spiaggia pubblica. No alle privatizzazioni. Protestano i cittadini a Posillipo…

Trovare una spiaggia libera in città per coloro che non si possono permettere una villeggiatura senza dover sborsare grosse cifre, diventa sempre più problematico.

Sembra un paradosso, ma trovare una spiaggia pubblica in una città di mare come  Napoli, è difficile. Negli ultimi anni la realizzazione di nuovi porti, molti dei quali, costruiti abusivamente hanno portato grandi benefici soltanto al 2% dei napoletani, proprietari di barche, non tenendo in considerazione quel 18% che invece possiede soltanto un semplice costume da bagno.

Giusto quindi correre ai ripari ed incominciare a pensare a realizzare la prima grande spiaggia pubblica di Napoli. L’idea parte dal Comitato promotore ” Una spiaggia per tutti” che ha organizzato una manifestazione di protesta, che partendo da Largo Sermoneta ( Mergellina) è proseguita per via Posillipo, fino ad occupare, in maniera simbolica una dei lidi, dove gli interessi del privato ( Romeo Immobiliare) prevalgono su quelli dei cittadini. Nessuno può imporre ad altri di pagare qualcosa che in realtà appartiene alla collettività. E’ necessario abbattere cancelli e muri che ancora separano la città di Napoli dal mare e dalle spiagge libere, che appartengono al demanio, da Oriente ad Occidente. In merito a questo problema, attimi di tensione si sono verificati stamane tra i dimostranti e i Carabinieri che, incredibilmente, hanno presieduto e sbarrato i l’accesso al lido “Bagno Elena”  senza nessuna logica.  “Questo è un paese anomalo” – esordisce su tutte le furie Aldo Velo, uno dei componenti del Comitato. “Stamattina, siamo qui per entrare liberamente sulle spiagge, come prescrive la legge nazionale, ci troviamo invece davanti a noi i Carabinieri. Il problema vero è che chi non rispetta la legge dovrebbe essere arrestato. I militari  dovrebbero arrestare chi  per esempio impone di far pagare lautamente il “pannino” all’interno degli stabilimenti e non mettersi contro di noi che rispettiamo la legge –  conclude il manifestante.

“L’ obiettivo non è fare la guerra dei poveri, distruggere e creare problemi a quei pochi stabilimenti balneari che operano tra mille difficoltà, ma facilitare l’accesso alle spiagge che non sono private, ma appartengono al Demanio pubblico – ci dice Francesco Emilio Borrelli, segretario regionale dei Verdi. La spiaggia, di largo Sermoneta è bellissima, ma è in parte sostanzialmente occupata da abusivi con un rimessaggio di barche. Questo non può esistere, come non può esistere un soggetto privato come Romeo che, contro ogni norma di legge, ha costruito, su un tratto di spiaggia del lido Sirena,  un lussuoso giardino. Noi ci batteremo affinchè la gestione delle spiagge e dello spazio a mare diventino pubbliche. Chi fa impresa può farlo, ma deve seguire le leggi. Alla manifestazione hanno partecipato anche molti attivisti del “Forum  Sociale Urbano” di Napoli, giovani che in bicicletta hanno sfilato per via Posillipo, fino a raggiungere il lido Sirena, in piazza Donn’Anna, dove non è mancata la tensione tra i dimostranti e ancora una volta i Carabinieri, che hanno tentato di sbarrare l’ingresso alla spiaggia, che poi è stato concesso con la felicità dei manifestanti, che in segno di dimostrazione, hanno occupato il giardino dell’imprenditore Romeo, senza nessun incidente e con grande compatezza civica. “Napoli, purtroppo, ci ha spiegato Massimo Di Dato, responsabile del Comitato, non ha spiagge pubbliche, per cui  permettersi il bagno, con i costi elevati d’ingresso,  per le numerose famiglie diventa quasi  proibitivo.

Le spiagge devono essere accessibili a tutti. Il nostro imminente cavallo di battaglia, non lo nascondiamo – dopo la raccolta di 14 mila firme per sostenere la delibera d’iniziativa popolare con la quale si chiede la destinazione a spiaggia pubblica di tutto il litorale da Coroglio a Bagnoli e consegnate al Comune – è la trasformazione del litorale flegreo. Questa però non vuol dire che non ci batteremo  per la ristemazione delle spiagge e del litorale di tutto la città, come è avvenuto oggi, tenendo in considerazioni realtà come  S. Giovanni, Posillipo, proseguendo su tutta il litorale della città. Ora, nostro obiettivo ci spiega  Di Dato – è quello di indire un tavolo pubblico con i soggetti responsabili della bonifica di Bagnoli e far luce sulle concessioni date ai privati, in una zona del litorale flegreo, considerato ad alto rischio per la salute. Attendiamo risposta entro breve tempo.  

servizio di Luigi Rubino

8 luglio 2012

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