” Lavoro equita’ e legalita’ ” Sindacati e lavoratori in piazza a Napoli contro la politica del Governo Monti

E’ partito  da Piazza Mancini, ha percorso tutto il Rettifilo, corso Umberto per raggiungere piazza Matteotti, il lungo corteo di protesta formato da lavoratori, disoccupati, giovani e pensionati e sindacati che ha paralizzato la città nel pomeriggio di ieri. Tema della manifestazione, organizzata dai sindacali confederali Cgil, Cisl e Uil è stata soprattutto la grave crisi che sta attraversando il nostro Paese. Tante proteste, numerosi gli slogan. ” Lavoro, equità, legalità recita lo striscione in testa al corteo”. “Rivogliamo quello che ci avete tolto, perchè è un nostro diritto!!!”, recitava uno dei tanti cartelli di protesta dei partecipanti.

Tantissimi le sigle di fabbriche in crisi, come la Fincantieri, la Firema, l’Atitech, l’Ixfin, l’ Iribus. Il momento è critico  e difficile – ci ha detto uno dei manifestanti, mentre tra la gente faceva la sua comparsa una cassa funebre con un operaio, simbolo coreografico di una situazione drammatica che colpisce i meno abbienti e soprattutto i lavoratori di molte zone del Sud Italia. ” Non molleremo” è il messaggio lanciato in piazza dagli operai della Iribus. ” Non si esce dalla crisi senza il Sud” tuonano i vari esponenti sindacati della” triplice” Scudiere ( Cgil), Bonanni ( Cisl) e  Angeletti ( Uil), insieme al rappresentante della Ugl, Centrella, sul palco allestito in piazza Matteotti.  Non accettiamo – ha spiegato il leader della Cgil, Vincenzo Scudiere ad una piazza in fermento, la politica di tagli e di  rigore. Napoli vuole il cambiamento e questa grande manifestazione lo dimostra. Il Mezzogiorno – ha aggiunto il sindacalista numero uno della Cgil – non può essere isolato” La Regione non ha fatto nulla e il Comune si deve impegnare di più” ha poi detto Scudiere. ” La vera manovra è quella del Sud – ha replicato il segretario della Cisl Bonanni, mentre Luigi Angeletti, esponente della Uil, ha sottolineato la necessità urgente di ridurre le tasse sul lavoro. Il governo deve cambiare strategia, se non lo farà, continueremo la nostra battaglia”.

Luigi Rubino

3 luglio 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook