Rifiuti in Campania: E ‘ ora di smaltire le ecoballe. A rischio la salute dei cittadini…

SOPRALLUOGO DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE IN CAMPANIA: “NON ESISTE ANCORA UN PIANO INDUSTRIALE PRECISO”

Avviata ormai a Napoli la raccolta differenziata dei rifiuti, in Campania resta il problema dello smaltimento. Attualmente nelle regione ci sono 30 siti con 5milioni e 850mila ecoballe che giacciono sul territorio. Di queste però finora sono state smaltite soltanto 85mila.

La situazione è critica e preoccupante. Il pericolo per la salute dei cittadini esiste e potrebbe arrivare soprattutto dai focolai di incendi provocati dai cittadini alle ecoballe disloccate in vari comuni delle Campania: Acerra, Santa Maria La Fossa,- località Pozzo Bianco, Marcianise ( Caserta), Giugliano/ Villa Literno, San Tammaro ” Maruzzella”, Capua, dai quali potrebbe fuoriuscire materiale tossico ed inquinante, come la diossina, prima causa di malattie incurabili, come avvenne anni addietro in terra sovietica. “Non c’è chiarezza. Per lo smaltimento delle ecoballe, non esiste ancora un piano industriale preciso che l’Europa ci chiede da tempo – è stato detto nella conferenza stampa tenutasi in Prefettura dagli esponenti della Commissione di inchiesta parlamentare sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti in Campania, dopo un sopralluogo effettuato ai siti di stoccaggio.” Il costo di stocaggio della prima ecoballa depositata in Campania nel 2001, durante l’emergenza rifiuti, ammonta fino ad oggi a 40 euro .

La spesa complessiva salirebbe quindi, dopo 11 anni, a più di 240 milioni di euro” – ha detto Paolo Russo, membro della Commissione. “Abbiamo visto con i nostri occhi delle vere e proprie città spazzatura, alte fino a 10- 12 metri, coperte da teli neri” – ha aggiunto Gaetano Pecorella, presidente della Commissione d’ inchiesta. Un apposito impianto per lo smaltimento rifiuti, secondo un progetto, dovrebbe essere costruito tra le province di Napoli e Caserta, ma tutto è ancora fermo. ” Per rimuovere tutte le ecoballe – ha poi replicato l’onorevole Russo – occorrerebbero tanti di quei tir che potrebbero coprire, messi in fila, la distanza che c’è da Napoli a Oslo con costi elevatissimi.” Ci sono delle inchieste in corso -.è stato anche detto in conferenza dai relatori della Commissione. C’è ora l’obbligo di completare la relazione prima di quest’estate. Non si capisce ancora chi siano i veri proprietari dei suoli e come gestire nel modo migliore le aree in questione, anche perchè c’è il rischio di infiltrazioni della malavita organizzata. Occorre quindi accellerare le procedure con la messa in alto della fase finale per la risoluzione del problema.

Gigi Rubino

9 maggio 2012

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