Arrestato per appalti e tangenti il sindaco di Ischia, Ferrandino

Arrestato per appalti e tangenti il sindaco di Ischia, Ferrandino

093210052-2257a303-57ad-41eb-b10e-9dde586bb9caNapoli – E’ finito in manette il sindaco di Ischia, Giuseppe Giosi Ferrandino. Il primo cittadino dell’isola verde è stato arrestato insieme ad altre nove persone dai Carabinieri del Comando Tutela Ambiente nell’ambito dell’inchiesta della procura di Napoli su tangenti da 330 mila euro pagate per la metanizzazione dei comuni di Ischia. I reati contestati, a vario titolo, vanno dall’associazione per delinquere alla corruzione ( anche internazionale), al riciclaggio  turbata libertà degli incanti ed emissione di fatture false. In carcere insieme al sindaco dell’isola, sono finiti  il fratello Massimo e altri dirigenti e amministratori della Cooperativa. L’inchiesta, portata avanti dai pm Woodcock, Loreto e Carraro e condotta da reparti speciali Carabinieri sotto la guida del colonnello Sergio di Capro, è iniziata nel 2013 ed ha rilevato un sistema di corruzione basato sulla realizzazione di fondi neri in Tunisia, da parte della Cooperativa con cui era facile retribuire pubblici ufficiali per ottenere favori per l’aggiudicazione di appalti. Tra le fittizie convenzioni ci sono soprattutto due di 165 euro ognuna, a fronte della messa a disposizione di alcune stanze per i dipendenti della società modenese durante gli anni 2013 e 2014 nell’albergo “Le querce” di Ischia, di proprietà del sindaco. Altre accuse imputate al sindaco Ferrandino riguardano l’assunzione del fratello Massimo quale consulente della Cooperativa e un viaggio spesato sempre a quest’ultimo in Tunisia. Secondo gli accusatori proprio l’interessamento del sindaco e  la complicità dell’architetto Arcamone, dirigente dell’ufficio tecnico di Ischia, hanno permesso che l’appalto di metanizzazione dello stesso comune, insieme a quelli di Casamicciola Terme e Lacco Ameno, venisse poi affidato alla CPL, che in seguito, per andare avanti, si sarebbe appoggiata non solo ad amministratori locali, ma anche con esponenti della malavita organizzata casertana. Nelle intercettazioni telefoniche si fa anche il nome di  Massimo D’Alema che non indagato in merito alla vicenda della cooperativa, presente  in un convegno all’arcivescovile di Salerno, ha dichiarato la sua estraneità alla losca vicenda che ha coinvolto il sindaco di Ischia Ferrandino “Non sono indiziato di nessun reato e vorrei essere lasciato in pace”.

redazione Napoli

30 marzo 2015

 

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