Inchiesta Cosentino:chiuse 142 distributori di carburante, controllati dalla malavita

Inchiesta Cosentino:chiuse 142 distributori di carburante, controllati dalla malavita

20141222_clipboard06Reato con concorrenza illecita, estorsione e concussione sono i  motivi del provvedimento emesso dal gip di Napoli, su richiesta del procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli e del sostituto Fabrizio Vanorio riguardo il sequestro preventivo di 120 milioni di euro, da parte dei carabinieri di Caserta, di ben 142 distributori di carburante e società in molte regioni d’Italia.  Ben 40 sorgono nella zona del Casertano, altre nel capoluogo campano, Avellino e Benevento, ma anche a Siena e in molti centri della Calabria tra cui: Reggio Calabria, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. I gruppi societari appartengono alla Ip service e all’Aversana Petroli di proprietà dei fratelli Cosentino, arrestati nei mesi scorsi. Per l’ex deputato del Pdl, Nicola Cosentino questa è la terza inchiesta, dopo quella partita lo scorso aprile, per la quale furono eseguite misure restrittive nei confronti di 12 persone, ritenute vicine al clan malavitoso dei Casalesi; gruppo bene organizzato il quale aveva un buon rapporto anche con  altri esponenti camorristici dei Russo e Schiavone – come confermato in una conferenza stampa illustrata dal procuratore di Napoli, Giovanni Colangelo e alla quale hanno partecipato  anche il pm della Dna, Curcio, il colonello Scafuri e il tenente colonello Pannone del Comando provinciale di Caserta. L’indagine che risale agli anni 1998 e 1999 e conclusasi nel 2011, ha evidenziato – come raccontato dai pm –  che l’organizzazione criminale era in grado di controllare il mercato, procurando  naturalmente un sostanziale vantaggio solo alle ditte della famiglia Cosentino.

G. R. – redazione Napoli

22 dicembre 2014

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