A difesa del Comandante Schettino… La risposta di Meta di Sorrento

Il ritorno di Francesco Schettino, il comandante della nave Costa Concordia, affondata a largo dell’ Isola Giglio (Grosseto), nel paese d’origine Meta di Sorrento è stato accompagnato da sensazioni di grande angoscia, dispiacere e tanto stupore, sensazioni espresse in particolar modo dalla gente che lo conosce. Molti fotografi, tanti operatori televisivi provenienti da diversi paesi del mondo, si sono a lungo appostati nei pressi della sua abitazione, dove il Comandante, secondo quanto deciso dal Gip, Valeria Montesarchio, sconterà gli arresti domiciliari. C’è chi lo attacca, lo difende e chi non crede ai propri occhi per quello che è successo. Il Comandante, sostengono è una brava persona e che in questa occasione è stata molto sfortunata. Significativo uno striscione esposto dinanzi alla sua abitazione: ” Capitano non mollare”  Schettino – dicono alcuni giovani, autori della scritta –  deve sapere che noi abitanti gli stiamo vicini. Noi vogliamo difendere la persona umana dai continui attacchi e dalla gogna mediatica di cui è vittima. “La giustizia deve giudicarlo e non i media” sostengono i coetanei del Comandante tra cui anche qualche rappresentante delle Istituzioni locali, come l’ assessore del Pd Tito e alcuni vigili urbani che stazionano davanti alla casa di Schettino, cercando di proteggere la privacy e la tranquillità della famiglia dagli assalti dei cronisti.

Gigi Rubino

18 gennaio 2012

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