Ondata di studenti in piazza a Napoli: ” No alle Università private. La scuola deve essere pubblica

servizio  di Luigi Rubino

GRANDE CORTEO DEGLI STUDENTI NAPOLETANI  PER LE VIE DEL CENTRO CITTADINO, BLOCCATO PER TUTTA LA MATTINATA.

Anche a Napoli, come in altre 60 città d’Italia, la voce degli studenti si è fatta sentire. Cento, mille e poi, con il passar dei minuti, sempre  di più, (  circa 10 mila alla fine)  l’ondata di giovani che ha innondato le strade e ha mandato in tilt il centro cittadino fino a tarda mattinata. Due le manifestazioni  che hanno dato vita alla “Giornata internazionale di mobilitazione studentesca”.

Il primo corteo del mondo della scuola è partito da Piazza Mancini, nei pressi della Stazione Centrale, per snodarsi poi lungo il Rettifilo, e piazza Bovio, dove si è unito all’altro gruppo di studenti provenienti da Piazza del Gesù. Moltissimi gli slogan e gli striscioni. ” Diritto allo studio, diritto al lavoro” recita uno striscione del Coordinamento dei Precari della scuola di Napoli, un’altro ancora esposto lungo il percoso del Corso Umberto dall’ Uds, ( gruppo democratico studentesco) lancia, invece, un chiaro e significativo messaggio. ” No alle Università private! Libero accesso ai saperi.” Tantissimi poi la partecipazione degli studenti dei vari istituti,  provenienti dalla provincia di Napoli. Significativi e originali i cartelloni colorati che un gruppo di giovani ha mostrato alla piazza citando personaggi famosi del sapere come Virgilio, Omero, Dumas con il suo “Il Conte di  Montecristo e tanti altri personaggi come Lewis Carroll, autore della famosa fiaba “Alice nel Paese delle Meraviglie.

“I manifestanti hanno poi proseguito la loro marcia, percorrendo via Marina, la Galleria Vittoria, parte del lungomare di via Caracciolo per raggiungere la sede della Regione Campania in via S. Lucia, dove ad attendere gli studenti c’era un nutrito gruppo di poliziotti in sommossa di guerra. C’è stato un attimo di paura, forse tensione, che qualcosa potesse accadere, ma per fortuna ha prevalso il buon senso e il corteo ha ripreso a marciare fino a piazza del Plebiscito, in maniera composta e civile.

“Oggi siamo qui per portare tutta la nostra rabbia contro le politiche e le austerity che si prevedono – ci dice Giuseppe, uno degli organizzatori del corteo. Noi studenti, prevediamo che neanche il Governo tecnico riuscirà a risolvere i nostri problemi, perchè sappiamo bene quali sono gli interessi che il nuovo esecutivo di Monti porterà avanti. Non è un caso che il suo programma è quello di scalciare tutti i diritti dei lavoratori e dei pensionati, smantellando poi l’Università e la “Scuola Pubblica.” Continueremo quindi la nostra battaglia soprattutto contro i padroni precisa Giuseppe – responsabili della crisi attuale che si ripercuote sugli operai, studenti e disoccupati. Lo slogan che accomuna noi studenti è che ” i sacrifici li facciano i padroni.” Tra i partecipanti alla manifestazione presenti, naturalmente, anche molti insegnanti del mondo del precariato.

Da sei anni lavoro nel precariato – ci dice un’insegnante – ed ogni anno che passa continuo ad avere contratti sempre più miseri con stipendi dimezzati che peggiorano le condizioni della mia vita personale e condizionano quella di molti studenti che ogni anno, con il precariato esistente, sono costretti a cambiare insegnante, con conseguenze inevitabili sulla loro crescita culturale e sociale. Il governo Berlusconi non è stato positivo e credo neanche quello tecnico a guida Monti lo sarà per i tanti giovani presenti oggi in piazza. Precarietà significa – ci dice l’insegnante – anche non poter rispettare a pieno un articolo che è sancito dalla nostra Costituzione cioè quello del diritto al lavoro.”

 

 

 

 

17 novembre 2011

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