PRESI, ma… Resta una ferita in fondo al cuore!

ARRESTATI I DUE ASSASSINI DEL GIOVANE CANNAVACCIUOLO DI S.MARIA LA CARITA,’ UN PICCOLO CENTRO DELLA PROVINCIA DI NAPOLI.  IL PADRE  DELLA VITTIMA: ” PURTROPPO NESSUNO PIU’ POTRA’ RIDARMI MIO FIGLIO.”

Sono stati presi ed arrestati i due giovani assassini di Carlo Cannavacciuolo, il  giovane veterinaio ucciso nella notte tra venerdì 4 e sabato 5 novembre  a S. Maria la Carità, un piccolo centro della provincia di Napoli, in un tentativo di rapina, mentre era nella sua auto, in compagnia della fidanzata. I colpevoli sono due pregiudicati di Pimonte, comune a pochi chilometri dal luogo dell’agguato.

Ora si dirà che giustizia è stata fatta, ma la realtà è che la patria galera per i due rapinatori come, giustamente, ora sostiene il padre della giovane vittima, non potrà riportare in vita il suo “tesoro,” il suo giovane figlio;  ragione di vita, amore e felicità. La vita, infatti, è un bene troppo prezioso che a tutti spetta e che non consente invece a nessun uomo di poterla toglierla agli altro/i. Oggi, purtroppo, diventa però sempre più a rischio. Basta infatti poco per scatenare una rissa, uccidere solo per pochi centesimi, derubare altri, schiacciare o annientare il prossimo, usando, vigliaccamente, un’arma micidiale come la pistola. Gli animali più feroci, di solito, non uccidono per il gusto di uccidere. L’uomo, invece, sembra di si. Spesso e volentieri, egli si trasforma e diventa una belva umana. Saltano così i meccanismi della ragione e del buon senso, che quasi  sempre lasciano spazio all’omertà, alla paura, ai nostri immediati desideri senza riuscire a provare l’ amore  di un padre verso un figlio, che ora non c’è più. A volte, è vero, tutti sembriamo vivere come in un Far West con i banditi che assaltano le diligenze ( in questo caso le auto n.d.r). Si spara a bruciapelo e poi si scappa via. Poi arrivano gli sceriffi che fanno giustizia ed arrestano gli assalitori. La stessa cosa accade, nel 2011, nel nostro Paese. Più colpito è il Sud dello Stivale, la Campania in particolare, dove gli omicidi, le trappole, gli agguati più efferati non hanno più fine. Consegnare alla giustizia i colpevoli è ancora l’unico rimedio per cercare di ovviare ad una soluzione allarmante. Riflettiamo. Per annientare i delinquenti dalla faccia della Terra, non bastano le sacre galere, ma occorre una coscienza nuova “pulita”, iniziando dagli stessi protagonisti di una violenza spesso inaudita. Eppure, anche i rapinatori hanno famiglia. Fatti del genere, un giorno, potrebbe toccare anche loro.

di Luigi Rubino

11 novembre 2011

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