Terra dei fuochi: sequestrati nel Napoletano 13 pozzi e 15 fondi agricoli inquinati da sostanze tossiche.

Terra dei fuochi: sequestrati nel Napoletano 13 pozzi e 15 fondi agricoli inquinati da sostanze tossiche.

terGrazie all’encomiabile lavoro della Procura di Napoli e del Corpo Forestale dello Stato, si è scritto un nuovo capitolo sulla Cernobyl campana.Così Michele Buonanno e Rosella Muroni, rispettivamente presidente regionale  e direttore di Nazionale di Lega Ambiente, commentano il sequestro preventivo di 13 pozzi e 15 fondi agricoli con la recinsione di 43 ettari  di terra, in località Caivano, piccolo comune del Napoletano, nelle zone Sammereto e Pescarola. Dai controlli effettuati spuntano dati preoccupanti, che mettono a repentaglio la vita di tutti i cittadini. L’acqua dei pozzi è fortemente inquinata. Le analisi hanno rilevato un percentuale altissima di sostanze tossiche come  solfati, arsenico, floruro, manganese, venti volte superiore e  tricloroetano ( cloroformio); sostanza quest’ultima altamente cancerogena. Il sequestro, come spiegato dal sostituto procuratore Fragliasso, si è reso necessario in quanto sulla maggior parte dei terreni si coltivano cavolfiori, zucchine, finocchi, broccoli, verze e tanti altri prodotti ortofrutticoli, la cui raccolta era imminente, mentre un’altra area di terreno era pronta per essere seminata con spinaci. “Chissa per quanti anni si è andato avanti così, irrigando con acque inquinate il terreno e le relative produzoni, con conseguente danno  sulla filiera agroalimentare e conseguenze negative sulla salute dei cittadini. Una cosa certo – affermano gli esponenti di Lega Ambiente Buonanno e Muroni – i veleni continuano ad arrivare a tavola  e le parole rischiamo di perdersi nel pozzo delle buone intenzioni, mascherando responsabilità, incapacità  delle amministrazioni in tutti questi anni.”

G.R. redazione Napoli

12/11/2013

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