La tragedia dell’ippodromo di Agnano: Solo fatalità?

Pura fatalità o precise responsabilità. La gente, specialmente quella che domenica ha assistito al drammatico epilogo della morte di un operaio durante una corsa di cavalli all’ippodromo di Agnano non crede ai suoi occhi. Quello che è successo, con il furgoncino dei giudici che ha investito il povero Salvatore Ciotola di 32 anni, ha scosso un po tutti; i compagni di lavoro, il presidente della struttura Gaetano Papalia, il Cda dell’Azienda, i fantini che hanno partecipato alla corsa, gli spettatori presenti, ma anche coloro che hanno seguito la competizione dall’esterno e in diretta televisiva. A due giorni dall’accaduto, c’è ancora commozione e tristezza tra le persone che domenica hanno visto la corsa in TV. Non posso pensarci – dice un appassionato di cavalli, che risiede a pochi passi dalla struttura.

Tutto è successo in un baleno. Il corpo della vittima, come una freccia ha fatto prima un volo in aria e poi si è schiantato al suolo. Sull’episodio indaga la polizia scientifica, dopo i rilievi effettuati. Ciotola lascia la moglie e due figli, rispettivamente di 13 e 7 anni. Questo incidente è il secondo accaduto all’Ippodromo di Agnano. Il primo infatti risale a circa sei anni fa dove sempre un operaio morì schiacciato da un muletto. In seguito a questa tragedia, molto probabilmente giovedì 6 Ottobre, in segno di lutto, non ci sarà nessuna corsa.

 

di G.R.

 

4 ottobre 2011

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