Dalla sua Napoli, il presidente Napolitano lancia l’unità nazionale: “O questo Paese cresce insieme o non cresce.”

di Luigi Rubino

Il presidente ha parlato anche del sovraffollamento delle carceri e della amnistia come una delle possibili soluzione a questo problema.

In occasione della sua seconda giornata a Napoli, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha ricevuto intorno alle 9,00 a villa Rosebery a Posillipo, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris con il quale ha discusso per circa 40 minuti degli scottanti ed endemici problemi del lavoro e dei rifiuti. Il Capo dello Stato si è recato, insieme al sindaco, alla Facoltà di Ingegneria ” Federico II,” dove ad attenderlo c’erano il Prefetto De Martino e il presidente della Regione Caldoro. Nell’occasione il Presidente ha voluto ricordare l’unità d’Italia, unica forma di crescita e sviluppo dell’Italia: ” O questo Paese cresce insieme o non cresce” queste sono le semplici e significative parole di Napolitano, il quale ha voluto anche ricordare le grandi potenzialità di Napoli e di tutto il Sud.

Subito dopo il Capo dello Stato ha incontrato a Palazzo Reale, a termine di un Convegno sulla diplomazia della globalizzazione, i parenti dei marinai sequestrati a bordo della motonave Savina Caylyn dai pirati somali. Nel primo pomeriggio, dopo un breve ritorno a Villa Rosebery, la sua giornata è proseguita con l’incontro con l’arcivescovo di Napoli, il Cardinale Crescenzio Sepe nella basilica di San Gennaro dove si è tenuto un convegno dal titolo. ” Cinque anni dal Sud”. Rivolto ai presenti, il presidente ha detto.” Si impreca molto sulla politica, ma attenzione, la politica siamo tutti noi. Dobbiamo dare speranza ai giovani. L’italia non cresce senza noi tutti insieme, Nord e Sud”

Subito dopo, Napolitano si è recato a far visita ai ragazzi del carcere minorile di Nisida, che lo hanno acclamato a lungo. Forte è stata l’emozione del presidente davanti ai ragazzi, il quale si è poi soffermato sul problema del sovraffollamento delle carceri: ” Sono una vergogna per il Paese ed è un’umiliazione per l’Italia, ma non ci si deve affidare solo all’amnistia come soluzione al problema. Certe situazioni – ha proseguito il presidente – non sono degne di esseri umani e non possiamo dormire tranquilli perchè non sono risolte. Per un’amnistia- prosegue – ci vuole un’accordo politico che ora non c’è. Un’Italia divisa- ha precisato infine il capo delo Stato – sarebbe rimasta ai margini del mondo moderno e sarebbe fuori dell’Europa”.

L.R.

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