Napoli: la famosa libreria ” Guida” a Port’Alba presto chiuderà i battenti. Salviamola…

180134906-85b24095-1276-4f35-96ee-845caee2605eCon la crisi che impersa da tempo nel nostro Paese, dalla quale sembra difficile uscirne è fortemente diminuita la vendita dei libri a Napoli. Per le molte librerie napoletane diventa molto difficile sopravvivere. Ne fa le spese la famosa libreria Guida di Port’Alba, punto di riferimento da 95 anni di migliaia di studenti napoletani che, molto probabilmente, chiuderà i battenti il prossimo dicembre.  Per i quattro fratelli Guida, titolari della struttura e soprattutto  per tanti napoletani, intellettuali ed anche turisti, la chiusura della libreria, senza dubbio, è un’ altro grande schiaffo alla cultura cittadina, dopo il fallimento della struttura del Vomero, che ha cessato l’attività circa due mesi fa. Famoso cliente e visitatore della libreria è stato nel passato ( anni della sua prima presidenza), addirittura il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano.

Il colpo decisivo, i fratelli Guida lo ricevono lo scorso marzo, quando tutto fu affidato al curatore fallimentare. Per 15 dipendenti su 18  subito partì la cassa integrazione. Ci sono stati vari tentativi per evitare la chiusura. Sei anni fa,  i Guida riescono ad ottenere dal Banco di Napoli un finanziamento di 4 milioni che però non basta  a salvare l’altra sede dei libri al Vomero, che abbassa le saracinesche. Il patrimonio immobiliare cala a 8 milioni, fino a scendere, nel corso degli anni, a 3,5 milioni di euro. La colpa, secondo i titolari della libreria, va accreditata al costo eccessivo degli immobili, alla crisi galoppante e al vincolo posto alla famosa libreria dal ministero dei Beni culturali, che blocca  completamente il rilancio dell’attività.  Si spera, comunque, in un salvataggio in extremis, anche perchè la libreria, meta preferita nel passato di grandi personaggi della cultura come Benedetto Croce, Umberto Eco, Giuseppe Ungaretti, Eugenio Montale e tanti altri poeti e scrittori nostrani, è  un vanto storico della cultura napoletana.

Gigi Rubino

17/10/2013

 

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