Che retata! In manette numerosi camorristi del clan Stolder di Forcella

L’accusa: riciclaggio di denaro sporco.

Avevano creato una fitta rete di riciclaggio di denaro sporco su gran parte del territorio nazionale che partiva da Napoli per poi raggiungere la piccola Repubblica di S.Marino, ma i fili sono stati spezzati all’alba grazie all’intervento  di 100 uomini del reparto speciale Distrettuale antimafia ( Dia), affiancati dai Carabinieri e dagli agenti della Questura di Napoli. La manette sono scattate ai polsi di 25 esponenti del clan Stolder di Forcella che da tempo operava sul vasto territorio del centro cittadino. Tra gli arrestati il boss Raffaele, molto legato alla nota famiglia dei Giuliano, che dopo 16 anni di prigionia, viveva ormai in libertà da tre anni.

L’uomo, secondo quando è emerso dalle indagini condotte dai gip Isabella Iaselli su richieste dei pm antimafia Roberta Simeone e Sergio Amato, costringeva a pagare il  “pizzo della tranquillità” ai commercianti della zona, imponendo anche a pagare una tangente alla scuola calcio “Virgilio” di Posillipo, smentita poi dai gestori,  commissionando infine furti e rapine. Una volta giunto a S. Marino, il denaro – insieme ad altri “bottini” provenienti dai clan dei Casalesi facenti capo a Setola e da quello del clan ” fidanzati” di Palermo, trasferitosi da tempo a Milano – veniva riciclato grazie all’abilità e alle conoscenze  di validi professionisti, i cosidetti “colletti bianchi,” tra i quali un abile notaio che riusciva a convincere le banche ad accettare i proventi che giungevano dai vari gruppi camorristici e mafiosi, in particolare dal nord Italia e dalla regione Lombardia.

G.R.

 

 

21 settembre 2011

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